Crisi, famiglie nella morsa Redditi in discesa del 4%

VENEZIA Reddito delle famiglie in calo del 4%, i consumi del 7%, la spesa mensile delle famiglie in flessione di 223 euro con un tassi di disoccupazione in crescita dell'1,5%. Questa la fotografia impietosa sugli effetti della crisi in Veneto scattata dal Centro Studi Sintesi che – mettendo a confronto (dal pre crisi a oggi) redditi, spesa delle famiglie, indicatori di disagio e occupazione – evidenzia come povertà ed esclusione sociale, nella nostra regione, siano oggi qualcosa di più di un semplice rischio. La trasformazione degli stili di vita, indotta dalla recessione, ha già modificato la società e l'economia, rendendo più incerto e vulnerabile il futuro. E ad essere colpite da questa trasformazione sono soprattutto le famiglie, che devono riadattare le proprie abitudini e il proprio stile di vita per poter far fronte ai mutamenti in atto. È così che il reddito disponibile in termini reali (quindi depurato dall'inflazione) delle famiglie venete, rispetto al 2008, si è ridotto del 3,7% a livello nazionale. Il Veneto, pur potendo dichiarare un reddito pro-capite di quasi 20 mila euro (superiore alla media nazionale) registra una diminuzione del potere d'acquisto vicina al 4%, simile a quella registrata in molte regioni del Nord. La diminuzione del potere d'acquisto si è riversata sui consumi che, nel periodo di riferimento, sono scesi in regione del 7,1%. Traducendo il dato in euro, se a livello nazionale mediamente ogni famiglia ha ridotto la propria spesa di oltre 120 euro mensili, in Veneto la diminuzione è stata quasi del doppio (223 euro). Le famiglie venete, invece, hanno tagliato più drasticamente i costi di trasporto (-89 euro), i viaggi e gli altri beni non essenziali (-50 euro) e l'arredamento-elettrodomestici per la casa (-49 euro). Ad aumentare sia a livello regionale sia nazionale sono i costi per l'abitazione: costi che vanno dall'affitto al mantenimento, che in Italia vengono quantificati intorno ai 700 euro, mentre superano gli 850 euro mensili nel caso del Veneto. Una delle cause che ha portato le famiglie venete a ridurre i consumi per far quadrare il bilancio è la mancanza di lavoro: il tasso di disoccupazione, pur rimanendo più basso rispetto al valore nazionale, è salito dell'1,5 per cento. Quanto alla povertà, il Veneto pur avendo indicatori più contenuti rispetto alla media italiana registra un incremento maggiore delle persone a rischio di povertà (dal 9,7% al 10,5%), ma soprattutto degli individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro, aumentate di due punti percentuali. Già nel 2010 una famiglia su 10 dichiarava di essere in arretrato con affitto, mutui o altri debiti. (m.mar.)