Agricoltura, ricette anti-siccità

VENEZIA Conferenza a palazzo Ferro Fini sulla risorsa acqua con i Consorzi di bonifica, Autorità di bacino, Ato e gestori, Università, Veneto Agricoltura, organizzazioni e ordini professionali. Marco Monai dell'Arpav ha prospettato lo scenario prossimo e futuro: «Ci sarà minore disponibilità d'acqua e maggiore aumento della temperatura di 3–4 gradi». Vincenzo Bixio, cattedratico della facoltà di ingegneria idraulica dell'Università di Padova, ha ricordato che l'ultima grande opera a scopo irriguo, il canale Adige–Guà–Bacchiglione, risale a 50 anni fa. «Anche gli agricoltori possono fare la loro parte modificando le tecniche irrigue dai sistemi a scorrimento che consumano 1–2 litri d'acqua per ettaro, a quelli ad aspersione che dimezzano il consumo o meglio ancora quelli a pioggia che richiedono solo un terzo di litro per ettaro». Mariano Carraro, segretario regionale per l'ambiente, ha avanzato un suggerimento: «Risparmiare acqua. Il singolo cittadino può recuperare la pioggia sui tetti predisponendo serbatoi. Quest'acqua potrebbe essere impiegata ad esempio per lo sciacquone del bagno o per annaffiare giardini». L'assessore all'Ambiente Maurizio Conte: «Dobbiamo lavorare sul costo dell'acqua facendo pagare a tutti il canone di derivazione e le concessioni adeguando le tariffe». Infine l'assessore all'Agricoltura Franco Manzato: «Il Veneto attende da Roma un miliardo di euro dal piano irriguo nazionale per avviare le opere già progettate dai consorzi di bonifica e chiede stanziamenti per un altro miliardo di euro dal fondo nazionale di solidarietà per fronteggiare le emergenze calamitose». Nadia De Lazzari