Il popolo della notte e le rose per il "principino"

Nell'omelia don Leone ha letto la lettera che una madre ha scritto alla figlioletta volata in cielo a due mesi di vita. «Ho voluto far conoscere a tutti il suo coraggio, diffondere una nota di speranza: non tutto finisce con la morte», dice il sacerdote. «La bimba si chiamava Adele, il suo funerale è stato celebrato il 27 settembre. Dopo la nascita ha accusato difficoltà nell'alimentazione, quando hanno visto che non c'era rimedio, dall'ospedale di Camposampiero è stata portata a Padova, dove purtroppo è spirata». (g.a.) di Giusy Andreoli wLOREGGIA Il popolo della notte ha reso ieri l'estremo saluto al suo "principino". Grandissima la partecipazione al funerale di Luca Bragagnolo, morto a 26 anni in un incidente stradale, come ricordava la presenza del gonfalone dell'Associazione vittime della strada. Una partecipazione attenta e rispettosa, stretta in un simbolico abbraccio a mamma Marinella e al fratello Alex che ha ascoltato in silenzio le accorate parole di don Leone. Segno, se ce ne fosse stato bisogno, che la giovane vittima era conosciuta e davvero amata. Sull'altare, accanto al leggìo, una gigantografia che lo ritraeva sorridente e bellissimo. Sotto l'altare un'altra bella foto con un semplice saluto: "Ciao Luca". All'arrivo sul sagrato del feretro coperto di rose bianche, un gruppo ha voluto posarvi sopra una rossa autografata e una nera, ripiegata. In strada anche uno striscione, mentre la cerimonia è stata trasmessa su un maxischermo. Il rito funebre si è aperto con due struggenti ricordi. «Ciao Braga», ha detto un amico, «siamo qui a darti l'ultimo saluto, siamo tutte persone che ti vogliono bene. Tu ci hai fatto vedere il mondo a colori, ci hai trasmesso la voglia di vivere. Per tutti c'eri sempre e non hai mai chiesto nulla in cambio. Chi ti potrà mai dimenticare? Ogni luogo non sarà più lo stesso senza la tua presenza, chi ti ha conosciuto sa bene che persona eri». Commossa la testimonianza di un rappresentante del popolo della notte. «Il mondo della notte è per tutti sinonimo di divertimento, festa, allegria. E quando è fatto da ragazzi gioiosi, sinceri, speciali, allora diventa un mondo normale. Questo mondo aveva una persona eccezionale, un ragazzo che con impegno e sacrifici ha portato a termine l'università, che ha condiviso con tutti noi bellissime serate e che per noi resterà sempre quel ragazzo speciale. Luca sarà per tutti il fratello che abbiamo avuto la fortuna di avere». E' toccato a don Leone portare conforto alla madre e al fratello, a ricordare che davanti all'altare «ci sono solo i tuoi resti mortali Luca, ma noi pensiamo e crediamo che nel Signore tu sei vivo e in qualche modo presente fra noi». Il parroco ha anche richiamato i tanti giovani ai valori della vita. «Tu Luca eri un testimone di questi valori, che sono l'amicizia sincera, la solidarietà, l'impegno», ha detto il sacerdote. «Anche nel divertimento non devono mancare questi valori perché c'è modo e modo di essere il popolo della notte». E, come se parlasse a nome di Luca, ha raccomandato: «Dobbiamo ricordarci che occorre essere prudenti nella guida». Un lungo applauso ha salutato il feretro all'uscita dalla chiesa mentre nell'aria si diffondevano le note della canzone preferita da Luca: "Alta marea" di Venditti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA