Vigodarzere, la fusione non piace

Compiere 103 anni e non sentirli. Emma Crivellari, vedova Buso, di Roncaglia, ha spento ieri ben 103 candeline confermando il suo primato di persona più anziana di Ponte San Nicolò. Emma Crivellari è stata festeggiata dai figli Franco e Paolo, dai ventitré nipoti e pronipoti, dall'assessore Carmen Tasca (a destra) e dal primo cittadino di Ponte San Nicolò, Enrico Rinuncini (a sinistra): «Siamo felici di aver portato ad Emma gli auguri di tutta la comunità», racconta il sindaco. (a.c.) di Cristina Salvato wVIGODARZERE Si surriscalda nuovamente il clima politico a Vigodarzere: l'accelerazione impressa dal sindaco Francesco Vezzaro al processo di fusione con Cadoneghe e Padova, non trova d'accordo l'associazione "La Brentana", con lui in maggioranza con sei consiglieri su undici. La delibera di giunta che approvava la fusione, è stata imposta da Vezzaro agli altri assessori, senza prima avviare un confronto all'interno della maggioranza e, a detta de "La Brentana", l'idea di una fusione non fa parte del programma elettorale né amministrativo. L'associazione prende quindi posizione e mette all'angolo il suo stesso primo cittadino su questa ipotesi, avanzata da Cadoneghe, di fondere i due Comuni insieme a Padova, nel tentativo di creare un primo abbozzo di Città metropolitana. «Spiace che il sindaco» esordisce il capogruppo de "La Brentana" Massimo Penello «abbia assunto l'ennesima iniziativa di carattere politico, senza alcuna condivisione con la maggioranza consiliare che lo sostiene, in evidente subalternità rispetto a Cadoneghe, che detta ormai l'agenda politica anche sulla nostra sponda del Muson dei Sassi. E spiace ancora di più che il primo cittadino, dopo una prima bocciatura in giunta della delibera di incarico per lo studio di fattibilità sulla fusione, il giorno dopo si sia inventato una convocazione urgente, ottenendo il via libera da due assessori che ventiquattr'ore prima si erano assentati al momento del voto. Vezzaro ha ottenuto l'approvazione con una richiesta di fiducia personale nei suoi confronti». Vezzaro doveva fare da collante nella sua coalizione, provenendo da "La Brentana", ma con la tessera del Partito Democratico in tasca. Invece le divisioni interne si fanno ormai sempre più evidenti. E insanabili. «Avremmo voluto approvare l'ipotesi della fusione (di cui non c'è traccia nel nostro programma elettorale)» prosegue Penello, «dopo aver consultato la popolazione. Non basta sicuramente la promessa dei 5 mila euro di contributo regionale a giustificare tanta fretta nell'approvazione di questa delibera, che dà il via allo studio di fattibilità (presentato l'altro giorno a Palazzo Moroni a Padova). Noi, più che una fusione dei tre Comuni in un unico ente, saremmo propensi a pensare ad un'unione di servizi all'interno di una federazione, al fine di salvaguardare l'identità del territorio e mantenere a Vigodarzere l'autonomia nelle decisioni politiche di governo locale, ottenendo nel contempo necessarie economie di scala e l'aumento di tutti i servizi di dimensione sovracomunale. Noi con Cadoneghe condividiamo già molti servizi all'interno dell'Unione Medio Brenta e si potrebbe pensare di allargarla, accogliendo altri paesi, indipendentemente dalle direttrici geografiche di espansione». Non è detto, insomma, che bisogna guardare per forza verso la città. ©RIPRODUZIONE RISERVATA