Aborto sotto inchiesta Il gip: «Falsificate le date»

Colpo di scena nell'inchiesta che vede accusato il ginecologo Guglielmo Serpotta. Il pm Orietta Canova aveva chiesto l'archiviazione per l'aborto eseguito fuori del tempo massimo. Ma il gip Paola Cameran ha respinto la richiesta d'archiviazione, ordinando un supplemento di nuovi indagini per falso in atto pubblico, ossia nelle cartelle cliniche. All'atto del ricovero programmato la data dell'ultima mestruazione sarebbe cambiata e passata dal 5 gennaio 2010 al 5 febbraio 2010. Una diversa data annotata per quattro volte nelle cartelle infermieristiche. Con la nuova data l'aborto sarebbe stato lecito, entro i limiti concessi dalla legge. Ora quindi il fascicolo torna al pm, per valutare la violazione della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. Il pm aveva aperto l'inchiesta in seguito a una segnalazione dell'Azienda ospedaliera, salvo poi ritenere che l'aborto fosse stato eseguito nel pieno e assoluto rispetto dell'articolo 6 della legge 194 del 1978. L'indagine sul dottor Serpotta (e sulla madre che è accusata assieme a lui e pure parte lesa) dura da due anni. Il 14 luglio 2010, infatti, aveva praticato l'interruzione di gravidanza in quanto «il feto» scrive il pm nella richiesta di archiviazione «presentava gravissime malformazioni»...tra cui «un severo ritardo di accrescimento intrauterino». Anche un anatomo patologo dell'Azienda ospedaliera aveva rilevato come il feto, del peso di appena 611 grammi, presentasse diverse anomalie.