Il minimalismo vive nel '700

PADOVA A suo modo è un piccolo-grande evento, di quelli che non surriscaldano i media ma premiano la sensibilità contemporanea. Si tratta di qualcosa che sovverte le convenzioni: una cappella del '700 annessa a una villa veneta che viene affrescata da un artista minimalista americano. Un azzardo, una perla. Accade a Montà, frazione di Padova. La cappella di villa Lonigo-Basso-Gandini risale al 1723, è in stile neoclassico e ha forma ottagonale. In pianta si apre come un fiore con tre petali quadrati e cinque rettangolari: il maggiore è quello dell'entrata. La cappella non è un capolavoro d'architettura ma la dice lunga sul desiderio di prosciugare gli eccessi e tornare a una misura severa. E poi quella pianta ottagonale che catapulta dritto nel paleocristiano intestando alla Cappella Palatina di Acquisgrana quella forma che simboleggia la Resurrezione, il tema dei sette giorni della creazione più l'artefice, il Creatore. Una bella densità di echi che Luigi Attardi, per conto della famiglia Gandini, ha messo in mano a un artista minimalista americano, Jack Sal che vive tra NY, Roma e Todi. Una scommessa vinta poiché solo dei puri segni simbolicamente potenziati possono alludere a significati così alti. Jack Sal ha vissuto la decorazione della cappella come «un'esperienza di profondo incontro religioso» che mette in relazione la terra con il cielo attraverso l'uso simbolico dei colori: il rosso sulle otto pareti evoca il regno della natura, il nero delle larghe pennellate (grandi come teste umane) scandite sul rosso rappresenta le azioni dell'uomo, il blu della volta, solcato da marezzature più scure che lo rendono luminoso, sta per il cielo. La scelta dei colori si confronta con la tradizione, il modo di dipingere e l'autonomia espressiva degli stessi sono invece tratti distintivi dell'arte contemporanea. I segni neri sulle pareti sono regolari e allineati ma mantengono l'impronta del gesto e sono orientati ora verso la terra, ora verso il cielo alludendo al libero arbitrio. Il loro alternarsi crea una pulsazione ritmica binaria che sembra possedere una cadenza musicale. Gli stessi colori, in tonalità più scura, si ritrovano nelle modulazioni architettoniche come la grande croce che attraversa la volta e le paraste con i capitelli agli angoli, tant'è che le statue della Madonna spiccano nel candore del marmo, come se facessero luce nell'ombra colorata della cappella. Anche le stazioni della Via Crucis sono dipinte nello stesso stile astratto e minimalista ma, nel piccolo formato, il battito dei segni sembra aumentare l'intensità espressiva. L'esecuzione degli affreschi risale al 1986, ma la cappella è stata ora rinfrescata dallo stesso Sal e resa disponibile ad eventi culturali.La chiesetta di Montà è unica sia perché consacrata e adibita alle funzioni religiose, sia perché è nella sua veste monumentale settecentesca che si fa scrigno del più ardito contemporaneo. Virginia Baradel