Italia, strada giusta Ma l'Europa teme il contagio spagnolo

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES L'Italia vive una situazione molto difficile, ma ci sono tutte le condizioni per la ripresa. L'unica condizione è agire subito e rispettare gli impegni presi. Il primo vero esame del governo di Mario Monti a Bruxelles tutto sommato è andato bene. Molte più preoccupazioni detta invece la Spagna, per la quale probabilmente dovranno essere forniti degli aiuti, concedendo più tempo per il rispetto degli impegni assunti. Ieri la Commissione europea ha presentato le sue raccomandazioni economiche, per ogni singolo paese, e per l'Italia non è andata peggio che per altri grandi, come la Francia e la Gran Bretagna, tutte inserite in un gruppo di dodici sorvegliati speciali per la situazione macroeconomica in bilico. I motivi sono diversi, per noi, come per Parigi e Londra, si tratta di squilibri non eccessivi, ma che devono essere affrontati. La priorità chiave è la crescita, in modo da ridurre il rischio di effetti avversi sul funzionamento dell'economia. Il primo obiettivo, come ha ricordato il commissario agli Affari economici Olli Rehn, è il rispetto dell'impegno al pareggio di bilancio nel 2013, ma, ha sottolineato, al momento, di fronte ai provvedimenti già adottati, non vediamo ragioni di raccomandare all'Italia misure addizionali. Niente nuove stangate, dunque, a patto però che considerato l'elevato debito pubblico, è prioritario rafforzare il potenziale di crescita economica. Mario Monti è soddisfatto, non si vive di sola economia – ha commentato ieri – ma è importante essere percepiti come un paese su una solida rotta di risanamento. La Spagna (e i costanti timori sulla Grecia) hanno invece affossato le borse. Le raccomandazioni di Bruxelles per Madrid sono preoccupate, addirittura Rehn, anche se solo verbalmente, si è detto disposto a concedere un anno di più per raggiungere gli obiettivi di bilancio. Il giudizio è come quello per l'Italia e la Francia, ma c'è un'aggiunta di aggettivi che hanno gettato le Borse nel panico, gli squilibri sono molto seri e gli interventi devono essere urgenti. In più c'è la vicenda dell'istituto di credito Bankia sul cui piano di salvataggio (servono 23,5 miliardi) c'è grande confusione. La Borsa ha chiuso male ovunque e l'euro è arrivato a 1,24 nel cambio con il dollaro, un dato che indica debolezza, ma che è positivo per chi riesce ad esportare. Prima di tutti la Germania, ovviamente. Proprio da Berlino ieri è arrivata una importante apertura al dialogo, dopo le nuove sollecitazioni espresse ieri dal presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso a procedere sulla strada degli eurobond. Anziché l'automatico non se ne parla cui il governo tedesco ha abituato i partner, il portavoce del ministero delle Finanze ha detto ieri che valuteremo le proposte e poi diremo cosa ne pensiamo. Il governo tedesco ha peraltro espresso fiducia nelle misure avviate in Spagna. Ma i mercati non hanno ascoltato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA