Emilia, paura e morte Sette vittime, 50 feriti

di Annalisa D'Aprile wROMA L'onda sismica generata dalla frattura di una lunga faglia sepolta sotto la Pianura Padana risuona come un rombo in tutta l'Italia settentrionale. Alle 4.02 del mattino di ieri una scossa di magnitudo 5.9 della scala Richter, avvertita da Bolzano fino a Rieti, investe l'Emilia-Romagna, la regione più colpita, quella in cui perdono la vita sette persone, quattro uomini e tre donne. Cinquanta i feriti, non gravi. Oltre tremila gli sfollati. Gravissimi i danni a chiese ed edifici storici, tra cui il castello Estense, simbolo di Ferrara. Innumerevoli le scosse di assestamento, anche di magnitudo elevata, fino a 5.1, susseguitesi per l'intera giornata. L'epicentro a 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara. Finale Emilia, nel modenese, e Sant'Agostino, nel ferrarese, i centri più colpiti dal terremoto. Nei comuni più vicini all'epicentro le scuole oggi resteranno chiuse. Domani il Governo dichiarerà lo stato di emergenza nazionale nei centri squassati dal sisma. Mentre il premier Mario Monti anticiperà il suo rientro dagli Stati Uniti, dove è in corso il vertice Nato. Le vittime. A perdere la vita sotto le macerie, quattro operai e un'ultracentenaria, mentre una cittadina tedesca di 37 anni e una donna di 86 muoiono dallo spavento. Nicola Cavicchi, 35 anni, Leonardo Ansaloni, 51 anni, entrambi residenti nel ferrarese, sono rimasti schiacciati dal crollo della fabbrica Ceramiche di Sant'Agostino in cui stavano lavorando. Un terzo operaio, Gerardo Cesaro, 59 anni, è morto per il cedimento di un capannone della Tecopress di Dosso, sempre a Sant'Agostino. E ancora un altro operaio di origini marocchine, Tarik Naouch, 29 anni, è morto a Ponte Rodoni di Bondeno nel crollo dello stabilimento Ursa, che produce polistirolo. A Sant'Agostino è deceduta, colpita alla testa da un calcinaccio, Nerina Balboni, 103 anni. In provincia di Bologna una cittadina tedesca, Gabi Ehsemann di 37 anni, si è sentita male subito dopo la scossa. A Vigarano Mainarda, nel ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il terremoto ed è morta poco dopo il ricovero in ospedale. Gli sfollati. Per l'Emilia flagellata non solo dal terremoto ma anche da una pioggia battente che non ha dato tregua per tutta la domenica (e che non smetterà prima di questa sera), si è subito mobilitata la Protezione civile, e centinaia di Vigili del fuoco, arrivati in appoggio da Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. La priorità, mettere al riparo per la notte le migliaia di sfollati (2.500 nel modenese, 500 nel ferrarese), anche perchè la paura è che nella notte ci siano altre scosse. A grandi scosse, poi ne seguono altre - ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli - Bisogna essere cauti. La Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha messo in piedi colonna mobile regionale predisponendo tende per preparare i pasti servizio docce per 1mille persone a Finale Emilia. Altri sei "postazioni" sono già state inviate dal Trentino (che porta la sua colonna mobile a San Felice sul Panaro) e da Marche, Toscana, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Umbria. Ogni Regione è attrezzata per ospitare 250-300 sfollati. Anche L'Aquila, devastata dal sisma del 6 aprile 2009, si è resa disponibile a mandare mezzi, materiale e squadre tecniche. Il direttore della Protezione civile Emilia Romagna Demetrio Egidi ha fatto sapere che stanno allestendo 4.500 posti letto, tendoni con palestre, docce e servizi igienici. Intanto, a Finale Emilia, il comune del modenese più colpito, sono già pronte le prime case da terremotati: 1.200 posti sono in corso di assegnazione, altri 500 verranno assegnati in queste ore. Ingenti i danni all'agricoltura (la stima è di 250 milioni di euro) e alle aziende casearie del modenese che producono il parmigiano: 130mila le forme perdute. ©RIPRODUZIONE RISERVATA