Barison: «Rischiamo l'allarme sociale»

Venerdì 18, la Cgil di Padova organizza una pubblica assemblea, (16.30, Piazza dei Signori), sul tema del lavoro. Per la prima volta, la Cgil tiene il suo direttivo provinciale, formato da cento persone, direttamente in piazza alla luce dell'emergenza lavoro. Interverranno Carla Cantone, segretaria nazionale dello Spi, Andrea Castagna, segretario generale, Carla Pellegatta, della segreteria regionale, Gaetano Campo, magistrato della Corte d'Appello di Venezia, Carmen Tasca, assessore di Ponte San Nicolò, Giorgio Roverato, economista, Marco Mascia, dell'Università di Padova e Leone Cimetta, leader degli studenti. L'assemblea è organizzata assieme alla Rete degli studenti medi e dell'università. Nuovo stanziamento della Fondazione CaRiPaRo per ilFondo straordinario di Solidarietà", iniziativa avviata nel 2009 con l'obiettivo di fornire un aiuto concreto alle famiglie delle province di Padova e Rovigo in difficoltà. Vogliamo fornire da un lato una rete di supporto alle vittime della disoccupazione e sostenere al contempo le imprese del territorio che possono disporre di risorse lavorative, remunerate dal Fondo, senza alcun onere a loro carico, spiega il presidente della Fondazione Antonio Finotti (foto). Dopo un primo stanziamento di 500.000, la Fondazione mette ora a disposizione ulteriori 750.000 euro, portando così il proprio impegno a 1.250.000 euro. Il progetto, che vede nel territorio padovano la collaborazione della Diocesi, della Camera di commercio, della Provincia e della Fondazione Antonveneta, ha visto nei primi mesi del 2012 l'assegnazione di 61 borse lavoro, 73 voucher e 17 progetti di pubblica utilità, per oltre 260.000 euro, mentre circa 100 richieste sono ancora in fase di valutazione. La rete di solidarietà sta coinvolgendo anche le associazioni di categoria. Un ruolo importante è svolto dalla Caritas, e dai volontari delle Acli. di Mauro Pertile wPADOVA Il caso Safilo è solo l'ultimo di una lunga serie che si sta abbattendo sulla città. A seguire con preoccupazione gli effetti di questa crisi entrata nel suo quarto anno, è l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Barison (foto) che dal 2009 ha gestito mille vertenze. E che oggi, facendo proprio l'allarme del premier Monti sull'aumento del rischio di tensione sociale, lancia un messaggio: Facciamo presto, prima che la situazione ci sfugga di mano. Con la crisi Safilo siamo saliti, però, molto di livello... Certamente, per questo sono preoccupato. Lancio un appello perché in Safilo si ricorra allo strumento del contratto di solidarietà, qualora fosse possibile. Ma dobbiamo considerare anche che la prossima settimana sono in calendario in Provincia altre dieci vertenze per crisi che interessano 350 lavoratori, dalla cartiera Carolaro di Carmignano alla Sartori commerciale. Dopo un aprile buono a maggio c'è stata un'accelerazione degli stati di crisi in tutti i settori. Il punto è che oggi si manifestano situazioni difficili in aziende sane o che sembravano tali, vedi Filippi e Safilo. Noi stiamo sostenendo un grande sforzo in assessorato, il più gravoso dal 2008. Ma ora stiamo rischiando molto. Cosa teme in particolare? Stiamo facendo di tutto per evitare un ulteriore aumento dei disoccupati. Finora il sistema a Padova ha retto abbastanza anche se l'indice di occupazione è tornato al livello del 2006, ma è pur sempre pari al 64,8% della popolazione attiva, contro il 68,3% del periodo pre-crisi. La vicenda Safilo deve farci aprire gli occhi perché non possiamo continuare a gestire impennate come questa con i pochi strumenti che abbiamo a disposizione. Rischiamo di avere un numero esorbitante di lavoratori che non riusciranno a rimanere agganciati al mondo produttivo. È chiaro cosa significa questo? Che il problema da occupazionale si trasforma in problema sociale difficilissimo poi da gestire. Come si può concretamente agire allora? È necessario un intervento urgente a livello nazionale su tre livelli: un piano straordinario di investimenti infrastrutturali sul territorio; incentivi alle assunzioni soprattutto per quelle aziende che hanno la possibilità di crescere con l'export e infine un fondo di formazione e riqualificazione per chi perde il lavoro e non può rientrare con la stessa mansione lavorativa. Deve avere però l'opportunità di essere riqualificato per altri lavori. Non è più tempo di attendere, ormai è urgente intervenire prima che la situazione occupazionale ci sfugga di mano. Lei sollecita un intervento pubblico di stimolo, quindi? Io penso a quanti lavoratori potrebbero venire impiegati se potessimo partire con le ristrutturazioni degli edifici pubblici, come i plessi scolastici. Come posso recuperare lavoratori espulsi da settori non più competitivi? Se non li riassorbiamo dobbiamo trovare altri sbocchi. Allora, da una parte dobbiamo sostenere quelle aziende che possono espandersi, con incentivi alle assunzioni e dall'altra servono progetti per riqualificare chi si trasferisce da un settore in crisi ad un altro in crescita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA