Fisco, al via dialogo Italia-Svizzera

ROMA Italia e Svizzera studiano insieme un dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali, e un primo gruppo di lavoro si riunirà giovedì 24 maggio per affrontare alcune questioni come ad esempio le black list e la valorizzazione dei patrimoni detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti. Oscilla fra i 25 e gli 82 miliardi il tesoro nascosto che lo Stato Italiano potrebbe recuperare dalle banche svizzere grazie ad un accordo fiscale con la Confederazione Elvetica simile a quelli sottoscritti da Germania, Austria e Regno Unito. Ieri è stato fatto il primo passo concreto dopo mesi di incertezze, dubbi normativi, storica ruggine con Berna e la chiusura della vicenda dei lavoratori frontalieri con un ordine di pagamento in favore dell'Italia. L'apertura dei negoziati è stata annunciata alla Camera dal viceministro all'Economia Vittorio Grilli dopo che via XX settembre aveva diffuso in mattinata una nota: Italia e Svizzera concordano un dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali anche alla luce dei recenti sviluppi a livello di Unione Europea. Prossimamente il premier Mario Monti avrà un incontro di lavoro con la presidente della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf. È il via libera dell'Italia ad un negoziato che da solo potrebbe valere quanto le due ultime manovre. Infatti, se si tengono per buone le stime circolate sui capitali italiani anonimi custoditi in Svizzera (da 120 a 200 miliardi di euro), e a questi si applica un prelievo forfait dal 21 al 41% (come previsto dall'accordo con la Germania). L'assegno finale può arrivare a 82 miliardi, al quale andrà ad aggiungersi ogni anno l'aliquota sul capital gain.