Casini: vertice dopo il voto Pdl e Pd sostengano Monti

di Gabriele Rizzardi wROMA Alla vigilia delle elezioni amministrative, che oggi e domani chiameranno al voto 9 milioni e 600 mila cittadini per eleggere oltre 1000 sindaci, nella maggioranza esplode il nervosismo e Mario Monti guarda con preoccupazione ai risultati che potrebbero uscire dalle urne: una debacle di tutti i partiti e un boom dei grillini. Il condizionale è d'obbligo ma se si verificasse un simile risultato, salterebbe il precario equilibrio su cui si fonda la "strana" maggioranza. E questo avrebbe delle ripercussioni sull'atteggiamento dei partiti nei confronti del governo. Pd e soprattutto Pdl sarebbero costretti ad assumere posizioni più conflittuali e a cavalcare temi di più facile presa sull'elettorato. Davanti ad un risultato rovinoso, il Pdl, che secondo tutti i sondaggi è il partito che più sta pagando in termini di consenso l'appoggio al governo dei tecnici, potrebbe trovarsi con le spalle al muro e scaricare la tensione sulle votazioni dei provvedimenti che sono all'esame del Parlamento. Ma anche un'affermazione forte del Pd, sommata alla possibile vittoria di Hollande in Francia, potrebbe spingere i Democratici ad alzare la posta e a pretendere dal governo politiche più attente alle esigenze delle famiglie e delle classi sociali meno protette. E' chiaro che per palazzo Chigi il risultato migliore sarebbe un sostanziale pareggio tra le forze politiche che lo sostengono in Parlamento. Come si concluderà la partita è difficile prevederlo. Quel che è certo è che i precedenti parlano a favore del centrodestra, che nel 2007 vinse in 18 Comuni capoluogo contro gli 8 del centrosinistra (tra cui Genova, La Spezia e L'Aquila). Ma adesso tutto è cambiato. I recenti scandali dei fondi neri e delle tangenti e la ritrosia dei partiti a tagliare i rimborsi elettorali hanno finito per nauseare il cittadino-elettore e i leader dei partiti sono costretti a mettere nel conto un voto di protesta, la cui ampiezza si conoscerà solo a partire da domani. Nell'attesa, la maggioranza non trova di meglio che litigare. Casini, che è il più fedele sostenitore di Monti, legge sui giornali i retroscena che dipingono un Berlusconi sempre più tentato dalla possibilità di staccare la spina al governo dei tecnici in caso di sconfitta grave del suo partito, e lancia la sfida ai suoi alleati. Finiamo la campagna elettorale, e poi chiederò un appuntamento con Bersani e con Berlusconi per sapere se vogliono continuare a sostenere il governo Monti, oppure se intendono continuare a cercare sempre nuovi argomenti per distinguersi attacca un preoccupatissimo Casini, che si è dimenticato di citare il segretario del Pdl e subito ripara: Ho detto Berlusconi, si deve leggere Berlusconi-Alfano. Il Pd è pronto ad andare alle elezioni anticipate? Bersani legge la nota e sbotta: Vedo che anche Casini si dedica alla pretattica. Noi non partecipiamo e non tramiamo alle spalle. Per noi si va al 2013. Chi ha intenzioni diverse non ce le attribuisca. Le parole di Casini fanno saltare i nervi anche ai maggiorenti del Pdl. Ma le risposte, questa volta, non sono un'attestato di fedeltà al Professore. E' evidente che, finite le elezioni amministrative, bisognerà riflettere su tutto in modo serio proprio per senso di responsabilità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA