«Da mesi senza salario» Un operaio si dà fuoco

VERONA Sono senza stipendio da quattro mesi. Per questo, ieri mattina, davanti al Comune di Verona, un operaio marocchino di 27 anni ha preso della benzina, se l'è gettata addosso e si è dato fuoco. Ai soccorritori che tentavano di spegnere le fiamme, ha raccontato il suo dramma. È il secondo episodio in 24 ore dopo il caso del muratore di 58 anni che, strozzato dai debiti e da una pendenza di 104 mila euro con l'Agenzia delle Entrate, ha tentato di suicidarsi davanti alla commissione tributaria di Bologna ed è ancora ricoverato in gravi condizioni a Parma. Per la Cgil, è il sintomo dell'esasperazione dei lavoratori. Il governo non sottovaluti vicende drammaticamente simboliche del disagio in cui versano migliaia di persone che rischiano, senza interventi, di rimanere senza reddito, pensione e futuro. Il marocchino, che ha riportato ustioni a testa e gambe ma non è in pericolo di vita e si trova in osservazione nel reparto di Psichiatria, aveva lasciato la sua abitazione e viveva senza fissa dimora frequentando le mense dei poveri. Ai soccorritori ha detto di non ricevere più lo stipendio ma non è chiaro se abbia lavorato davvero: il suo tesserino non è stato riconosciuto dal titolare della cooperativa a cui era intestato. Sul caso di Bologna, si è appreso che, nel pomeriggio dello stesso giorno in cui si è dato fuoco, il muratore è stato condannato a una pena di cinque mesi e 10 giorni per un procedimento legato a fatture false. Pena sospesa perché l'uomo è incensurato. Il procedimento era nato da un accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate: nelle dichiarazioni dei redditi erano state trovate due fatture false emesse da un unico fornitore, relative ai redditi 2005 (16 mila euro) e 2006 (13mila). Si trattava forse di fatture usate per addurre passività fittizie: di qui, l'accusa di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture inesistenti. La cifra contestata a livello penale è forse solo in parte sovrapponibile con la pendenza di 104 mila euro che l'uomo aveva con l'Agenzia delle Entrate. In una situazione di difficoltà e crisi, dice il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, episodi così purtroppo possono accadere. Seguiremo direttamente questa situazione. Due lavoratori che protestano dandosi fuoco dopo quattro suicidi in appena tre giorni, dal 20 al 23 marzo scorsi: a Scorrano, Lecce, si è impiccato un artigiano di 29 anni che aveva perso il lavoro; nel Bellunese si è impiccato un imprenditore edile di 53 anni, in crisi per i crediti che non riusciva a riscuotere da privati e pubbliche amministrazioni; un altro suicidio per il lavoro nel Cosentino, dove si è sparato un uomo di 47 anni, padre di una bambina di sette; nel Pescarese, si è tolto la vita per la crisi il titolare di un'impresa del legno, 44 anni. (p.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA