Macchine sparite e ritrovate col satellitare

SAN MARTINO DI LUPARI Si era fatto prestare dei macchinari per eseguire dei lavori di una certa delicatezza, per la bonifica dell'amianto; poi non aveva consegnato nulla, raccontando di essere stato vittima di un furto. Ma non aveva fatto i conti con l'alta tecnologia: le macchine erano dotate di un rilevatore satellitare e l'inganno è stato svelato. Il cerchio è stato chiuso dagli uomini dell'Arma che hanno messo nel sacco P.D.B., 45 anni, residente a Rovigo; i carabinieri di San Martino di Lupari gli contestano i delitti di simulazione di reato e truffa; nei suoi confronti è scattata una denuncia in stato di libertà. La vicenda: l'uomo nei mesi scorsi aveva provveduto ad eseguire tutta una serie di lavori di bonifica e smaltimento delle coperture in amianto di un capannone di una ditta di Villa del Conte; eseguiti gli interventi, si era preso il lusso di non riconsegnare i macchinari noleggiati per la bonifica; a sua discolpa, aveva raccontato di essere stato vittima di una visita dei soliti ignoti, i ladri gli sarebbero capitati tra capo e collo nel mese di ottobre dello scorso anno, portandogli via le attrezzature; il blitz sarebbe stato consumato - guarda caso - proprio a lavori appena appena ultimati. Il punto è che l'uomo non sapeva che i mezzi potevano essere rintracciati in ogni momento: su di essi era infatti stato posizionato un rilevatore satellitare e quindi i militari hanno avuto gioco facile a rintracciare la refurtiva; il tutto si trovava parcheggiato in Polonia, e non da ottobre, come denunciato, ma addirittura da agosto del 2011. Esistono poi altri dettagli sui quali la giustizia dovrà fare chiarezza: da quel che è emerso, il denunciato si era fatto pagare parte dei lavori ed aveva chiesto che la fattura del compenso fosse intestata ad una ditta di Modena il cui titolare era stato cancellato da tempo, per irreperibilità, dalla Camera di commercio. Silvia Bergamin