Brentan, finanziamento illecito per la cena elettorale

VENEZIA Per il pubblico ministero Stefano Ancillotto, Lino Brentan va indagato anche per illecito finanziamento dei partiti e già durante l'interrogatorio di martedì ha contestato un episodio che lo dimostrerebbe, ma il giudice Antonio Liguori ha ritenuto che non fosse quella la sede per muovere la nuova accusa. L'imputazione, che si aggiunge a quella di corruzione per la quale l'ex amministratore delegato della Società Autostrade Venezia-Padova è finito ai domiciliari trae origine dall'inchiesta sulla corruzione in Provincia conclusa con il patteggiamento di una pena di tre anni e mezzo di reclusione per l'ingegner Claudio Carlon e per il geometra Domenico Ragno. Durante quelle indagini, condotte sempre dagli investigatori del Gico della Guardia di finanza , un imprenditore, Alessandro Gambaro, racconta della cena elettorale poco prima delle Provinciali del 2009 - quelle vinte dalla leghista Francesca Zaccariotto - al ristorante «Stella» di Lova, sulla Romea. Cena alla quale partecipano un centinaio di imprenditori, «tutti fornitori dell'Edilizia della Provincia» riferisce sempre Gambaro, cena da loro pagata che vanno da cinque-sei mila euro a 50 mila. Un evento al quale era presente Davide Zoggia, candidato del Pd per il centro sinistra e Lino Brentan. «E' una cosa che si fa normalmente prima delle elezioni» conferma Carlon, anche lui presente alla cena, il quale poi spiega che ad organizzarla ci aveva pensato proprio Brentan, che prima di finire in Autostrade era stato per una decina d'anni assessore provinciale ai Lavori pubblici e tutti quegli imprenditori conosceva bene. Non è un caso, infatti, che tra coloro che partecipano contribuendo fattivamente alla campagna elettorale ci siano Dario Guerrieri, Silvano Benetazzo, Giuseppe Barison e anche l'ingegner Luigi Rizzo, tutti coloro che, stando alle accuse, avrebbero pagato la mazzetta a Brentan in qualità di amministratore delegato delle Autostrade, i primi per lavori al casello di Villabona e l'ultimo per consulenze sull'inquinamento acustico. Accuse che ha decisamente respinto. Intanto, uno dei sui o difensori, l'avvocato Giovanni Molin precisa che l'indagato non avrebbe «scaricato» la responsabilità sui dirigenti tecnici e amministrativi della società, ma «ha affermato la legittimità dei comportamenti adottati da lui e dai propri collaboratori, soltanto precisando che l'affidamento degli incarichi di modesto importo appartenevano alla competenza dei dirigenti dei vari uffici». «Ha in ogni caso affermato che, se nella prassi adottata fossero ravvisabili irregolarità amministrative, ne assumeva piena responsabilità ». (g.c.)