Aziende sanitarie venete «Servono 400 milioni»

Nuovo ospedale di Padova a che punto siamo? L'onorevole Alessandro Naccarato ha le idee precise: la Regione non vuole decidere. «Il Comune ha individuato un'area dove dovrebbe sorgere il nuovo polo sanitario com'era giusto per la sua competenza - assicura l'esponente del Pd - la Regione non ha mai detto se ci sono i soldi e quanti ce ne sono. E non ha mai stanziato un euro. Inoltre ogni 20 giorni la Provincia cambia idea sull'area (nella foto, quella di Padova Ovest). Alla lunga questa non decisione rischia di diventare un danno. Per tutti. Inoltre – aggiunge l'onorevole - un ragionamento va fatto sui premi dati alle aziende sanitarie. Da tempo la Regione si è dotata di una struttura particolare per valutare le singole aziende con indicatori oggettivi, ad esempio sulle fughe dei pazienti da una Unità sanitaria all'altra. Ogni anno questa valutazione, che viene sempre fatta, non viene presa in considerazione. Ai dirigenti, indistintamente, vengono dati premi massimi. Ma se si spendono dei soldi per compiere questa valutazione, perchè non viene valutata e non ci si comporta di conseguenza?». Naccarato conclude con un ragionamento in relazione alla singola guida che hanno l'Usl 16 e l'Azienda Ospedaliera. «Padova ha trovato molto positiva l'esperienza dell'Azienda Ospedaliera, che ha portato molto pazienti anche da fuori per l'elevata qualità delle cure prestate. L'azione portata avanti in questi ultimi anni è stata molto positiva. Ora, anche alla luce della guida unica bisogna valutare se si vuole continuare in questa strada, che ha dato ottimi risultati». (c.bel.) «Nel 2012 il governo Monti dovrà affrontare l'emergenza-Sanità provocata da Berlusconi e Bossi. Un'eredità pesante: nei prossimi 3 anni il Servizio sanitario nazionale avrà bisogno di risorse aggiuntive per 7,95 miliardi di euro». Lo sostiene Alessandro Naccarato, deputato del Partito Democratico. In base alle decisioni assunte con l'ultima manovra del governo Berlusconi e del ministro Tremonti - deriveranno da tagli e nuovi ticket. Pesanti sono le misure previste dal vecchio governo, (come si nota della tabella) e come risulta dal documento "Nuovo Patto per la Salute - Intesa ex art.17, comma 1, DL 98/2011". Per questi motivi dalla fine di dicembre il governo Monti sta lavorando per costruire un nuovo accordo con le Regioni per modificare le decisioni assunte dal precedente governo e per evitare il default del settore. «Le priorità da affrontare sono diverse - prosegue nell'analisi Naccarato - la definizione dei costi standard che, contrariamente alle promesse della Lega, non sono mai stati stabiliti, la rimodulazione tariffaria, la razionalizzazione della rete ospedaliera e ottimizzazione nel ricorso ai ricoveri, l'accreditamento e regole per la remunerazione, il monitoraggio e verifica dei livelli essenziali di assistenza, la mobilità sanitaria interregionale, il Piano nazionale della Prevenzione, investimenti per garantire la manutenzione straordinaria e l'adeguamento delle strutture edilizie e l'introduzione di una tassa di scopo sul modello degli altri Paesi dell'Unione europea su alcolici e sul cosiddetto cibi-spazzatura (junk-food). Anche in Veneto la situazione è molto critica. Nel prossimo ventennio - aggiunge Naccarato - i cittadini pagheranno i danni prodotti da 15 anni di governo Galan-Zaia. Infatti le aziende sanitarie, già indebitate per 3,8 miliardi, dovranno investire - soltanto per mantenere in efficienza le attuali strutture ospedaliere - circa 400 milioni di euro all'anno, come si legge nella "Simulazione del fabbisogno finanziario per gli investimenti periodo 2011-2030" elaborata dalla Regione. Il Piano socio-sanitario 2012-2014 presentato dalla giunta regionale in estate non affronta questi problemi e rischia dunque di diventare l'ennesimo documento inutile». Carlo Bellotto ©RIPRODUZIONE RISERVATA