Puzza in città, accuse alla Sesa

ESTE.La puzza finisce in consiglio comunale. Il 29 settembre atteso dibattito sul rapporto dell'indagine olfattometrica. Quella condotta dagli «sniffers», tanto per intendere. La richiesta di affrontare la questione è arrivata dalla minoranza, allarmata dalle nuove ondate di odori. E c'è chi, tra i banchi dell'opposizione, non usa giri di parole per stigmatizzare il problema: «Il sindaco Giancarlo Piva sostiene che da quando gli 'sniffers" hanno cessato la loro attività, i fenomeni legati agli odori sono aumentati perché chi li causa si sente meno controllato - scrive Carlo Zaramella, consigliere della Lega Nord - Siamo alla farsa: me le immagino le mucche a trattenersi, o i contadini alzarsi guardinghi ogni mattina, perché là fuori c'è qualcuno che annusa... perché mi pare evidente che a Piva non passi nemmeno per la testa che sia la 'sua" discarica ad essere 'tornata a compiere pratiche rischiose", usando una sua espressione».
Zaramella attende con ansia la pubblicazione dei dati sull'indagine olfattometrica, pronta già ad aprile: «Non capisco perché dobbiamo aspettare ottobre per informare i cittadini sui misteri odorosi del rapporto - avanza come dubbio il leghista - Perché non diffondere questi dati in primavera? Forse perché era una 'primavera elettorale"?». Zaramella punta ancora il dito contro la discarica Sesa: «Piva spieghi pubblicamente come mai nei quattro trimestri di rilevazione gli sniffers abbiano sempre individuato, nelle percentuali delle fonti identificate, nell'impianto di recupero rifiuti la causa prevalente delle emissioni odorigene e come mai proprio la caratteristica 'acre, pungente" sia quella maggiormente percepita». Chiude Zaramella: «Io mi aspetto risposte da Piva: ritengo legittimo avere una giustificazione su un investimento di trentamila euro, più accettabile di un rapporto che mi racconta, in più di cento pagine, che i cittadini individuano nella discarica la fonte prima degli odori in un mix di afflati che girano nell'aria. Questo lo sapevamo anche prima».
Beatrice Andreose (Sel), ex assessore all'Ambiente: «Este si era quasi dimenticata di questi odori per la sensibile riduzione registrata negli ultimi due anni dal fenomeno. Non certo merito mio, ma del lavoro deciso assieme al sindaco». La Andreose ricorda un suo costante e pressante controllo sulle diverse fonti che provocano gli odori. «Per evitare di vanificare i risultati invito l'amministrazione a riprendere il precedente metodo di lavoro. Con i rappresentanti degli allevatori si era concordato che le stesse categorie devono controllare la gestione delle lettiere. Qualora l'odore persista, l'amministrazione può anche far chiudere gli allevamenti 'colpevoli"».

Nicola Cesaro