Rifiuti tossici sparsi sulle strade

ESTE.Mezzi obsoleti, che spargono residui tossici per le strade della Bassa padovana, diritti dei lavoratori messi in discussione: la Cgil punta i riflettori sul ciclo integrato dei rifiuti nella Bassa padovana. «Un settore cruciale, che in tempi di crisi dovrebbe essere un volano per l'economia - sottolinea il segretario provinciale di comparto, Salvatore Livorno - e che non riguarda solo i diritti dei lavoratori, ma anche l'uso dei soldi pubblici e la salvaguardia dell'ambiente». Fatte queste premesse, la Cgil annuncia di voler iniziare un'operazione trasparenza. Denunciando quello che non va, in questo delicato settore, nel territorio della Bassa padovana. Dove operano molteplici soggetti e ditte anche di rilievo nazionale. La prima denuncia riguarda i mezzi utilizzati per il trasporto e la raccolta dei rifiuti. Emblematiche alcune fotografie diffuse ieri dal sindacato: si vede un mezzo della Sesa che sta effettuando la raccolta nel territorio comunale di Pozzonovo e seminando sull'asfalto vistose tracce di percolato, residuo dei rifiuti. «Una sostanza altamente tossica e inquinante, oltre che scivolosa come l'olio - fa notare Livorno - sparsa sulle strade dei comuni della Bassa, da questo e da altri mezzi, che invece dovrebbero essere a tenuta stagna».
I riflettori della Cgil si puntano poi sull'Ing.Am., una ditta che trasporta rifiuti ed ha la sede operativa all'interno della Sesa di Este. «Alcuni mesi fa un gruppo di dipendenti si è rivolto alla Cgil - spiega Livorno - poiché l'azienda voleva cambiare contratto, passando dall'igiene ambientale all'autotrasporto, cosa non legittima, peggiorando le condizioni dei lavoratori ma anche la sicurezza. Abbiamo iniziato un confronto con la ditta, facendo una serie di proposte, nel tentativo di salvaguardare i diritti dei lavoratori che, comunque, lamentavano di essere stati pagati, negli anni, molto meno di quanto avrebbero dovuto percepire». Finora però nessuno spiraglio. «Poi ci sono casi di delegati sindacali trasferiti ad altre sedi» continua Livorno. Insomma, per la Cgil l'attenzione resta alta: ora si lavora a una serie di incontri con gli amministratori e a un convegno sul tema.

Francesca Segato