«Non sono attaccato alla sedia»

PIOVE DI SACCO.Come ogni telenovela che si rispetti, anche quella di cui è protagonista la politica piovese in questi ultimi tempi è destinata a non aver fine. La trama viene ogni tanto elevata dal quotidiano torpore con qualche colpo di scena. Ma poi tutto è destinato a rientrare nei ranghi. In fondo è questa la convinzione del sindaco Sandro Marcolin che si dice affatto preoccupato dei dissidi che la maggioranza di centrodestra sta rivelando in questi giorni e scaturiti con la presa di distanza, rispetto a Marcolin, dei capigruppo di Pdl, Lega e Udc, alias Piergiorgio Zampieri, Antonio Zorzi e Paolo Infanti.
Il pretesto è stato il voto dell'esponente dell'opposizione Bruno Ceccato sulla variante urbanistica relativa al palazzo in piazza Incoronata. Ma è un pretesto, appunto. Che la maggioranza sia tutt'altro che compatta e unita lo sanno anche i muri a palazzo Jappelli. Ma resiste. Cosa pensa, per esempio, il vicesindaco leghista Andrea Recaldin del fatto che il suo capogruppo abbia preso le distanze dal sindaco? «Siamo in perfetto accordo io e il mio partito, abbiamo condiviso tutti insieme la scelta che è stata fatta». Quindi si potrebbe dedurre che anche il vicesindaco prende le distanze dal sindaco. Quale è la posizione dell'assessore Udc Antonio Sartori? «In giunta non ci sono problemi, semmai ci sono in consiglio. Pdl, Lega e Udc sono uniti, coesi per governare la città, se c'è qualcuno che deve fare una riflessione è il sindaco». Richiesta velata di dimissioni? «Io non chiedo nulla - precisa Sartori - sarà il sindaco a fare le sue valutazioni».
Marcolin, che quest'anno le vacanze proprio non riesce a godersele in pace, non le manda a dire: «Altrochè che faremo delle riflessioni, anzi, inizio subito: perché tutto questo clamore intorno ai quattro coppi del tetto di Coccato? Perché capigruppo e assessori non si preoccupano di temi ben più importanti come il rinnovo del bando milionario degli impianti sportivi della piscina, o dei lotti di completamento per cui sono arrivate oltre cento richieste, o del restauro di palazzo Valeri Pinato? Io mi auguro che si possa recuperare la forza della politica e la dignità della leadership - l'auspicio del sindaco, che sulla tenuta della maggioranza è quasi pronto a scommettere -. Se si andasse alla conta sono persuaso di ritenere che ci sarebbero i numeri per proseguire. Io non sono attaccato alla sedia, anzi. Dirò di più - conclude Marcolin - la vita è breve, il mandato da sindaco mi pare molto, molto lungo».

Elena Livieri