Generali, Galateri in pole Oggi la decisione del Cda


MILANO.Sarà probabilmente Gabriele Galateri di Genola il successore di Cesare Geronzi alla presidenza delle Generali. Una decisione dovrebbe essere presa oggi dal consiglio d'amministrazione della società triestina. Ieri sono proseguiti in Borsa gli acquisti sul titolo mentre il mondo della finanza, a quanto pare, si è già schierato per il 'nuovo corso" e ha già scaricato il banchiere romano. Ma con Geronzi, è inevitabile, subisce un brutto colpo anche il suo protettore, quel Gianni Letta che ha sempre mosso le pedine e informato di tutto il suo primo referente: Silvio Berlusconi. E' innegabile che un'operazione del genere non si potesse fare senza l'avallo del ministro dell'Economia. E stavolta Tremonti ha dato il via libera. E dunque tutti a interrogarsi sulle prossime mosse e sul braccio di ferro, in corso da tempo, fra il capo del governo e il titolare di via XX Settembre.
Invece il mercato ha già deciso: va bene cosi. Gli acquisti in Borsa, cominciati mercoledi, sono proseguiti ieri in una giornata negativa (l'indice segna un -0,37%). Generali guadagna lo 0,82% a 16,06 euro e guadagna Mediobanca (+0,46% a 7,71 euro). Fra gli operatori c'è la convinzione che adesso la compagnia potrà concentrarsi sul core business e abbandonare la linea che la vedeva impegnata nelle 'operazioni di sistema". In questo modo - è il giudizio di Intermonte - i consiglieri imprenditori, Della Valle, Francesco Gaetano Caltagirone e Lorenzo Pelliccioli, potranno pretendere dall'amministratore delegato, Giovanni Perissinotto, i risultati economici e la redditività che finora sono mancati. Sono di questa opinione anche gli analisti di Deutsche Bank, che sottolineano come, dal 20 maggio 2010, da quando Geronzi è stato nominato presidente, il titolo Generali abbia perso il 20% rispetto alla media del settore assicurativo in Europa. Naturalmente è difficile pensare che Geronzi, ai vertici di banche e assicurazioni negli ultimi trent'ani, batta in ritirata e si metta a coltivare le viti nel suo podere di Marino. Sostiene, in uno sfogo con il direttore del 'Corriere" di essere stato battuto da una «gioventù anziana» e con questa battuta risponde al suo nemico Della Valle che, di recente, lo aveva definito «arzillo vecchietto» (Geronzi è nato nel 1935, ndr). Non solo, l'ex presidente di Capitalia e Mediobanca, spiega di essersi rifiutato di scrivere «una delle pagine più brutte della storia dell'establishment italiano». E conclude: «Il capitolo finale deve essere ancora scritto». Difficile sapere quali sono le frecce del suo arco mentre ieri Gabriele Galateri è stato un'ora a colloquio nella sede di Mediobanca (primo azionista della compagnia di Trieste). Galateri è un manager di esperienza. Figlio di un ufficiale dell'esercito e discendente di una nobile famiglia, a 30 anni (nel 1977) entra in Fiat come responsabile del settore finanza estera e nel 1986 è nominato amministratore delegato dell'Ifil, la finanziaria che controllava l'industria dell'auto. Nel 2002, al fianco di Paolo Fresco, è nominato ad di Fiat e quella nomina viene ancora ricordata come un «commissariamento da parte delle banche» che volevano un manager di fiducia nella stanza dei bottoni, visto l'alto indebitamento del Lingotto verso i maggiori istituti di credito. Dal 2003 al 2007 Galateri è presidente di Mediobanca e, in questi giorni, sta lasciando i vertici di Telecom.

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Gigi Furini