Rientrata la salma dell'alpino

ROMA.Una «circostanza assolutamente sfortunata», l'equipaggiamento era «adeguato». Il professor Paolo Arbarello è il medico legale che ha eseguito l'autopsia sul corpo di Matteo Miotto, il giovane alpino ucciso venerdi da un cecchino in Afghanistan. E da lui arriva una prima risposta all'interrogativo straziante del padre di Matteo: «Ditemi com'è morto». E' morto centrato tra la spalla e il collo da «un solo colpo che ha provocato una lesione che ne ha determinato la morte immediata, qualunque soccorso non sarebbe valso a cambiare le cose», dice Arbarello. Che aggiunge: «L'equipaggiamento era assolutamente adeguato, c'erano tutte le protezioni adeguate, è stata una circostanza assolutamente sfortunata».
L'autopsia, disposta di prassi dalla procura di Roma, si è svolta subito dopo il rientro della salma in Italia. All'aeroporto militare di Ciampino si è ripetuto il rituale visto ormai troppe volte: Matteo è la 35/a vittima italiana della missione in Afghanistan, la tredicesima del 2010. Non c'era il presidente Napolitano, bloccato a Napoli dall'influenza. Cosi, a deporre le mani sulla bara avvolta nel tricolore è stato il ministro della Difesa La Russa. Vicino a lui, i vertici delle Forze armate, i genitori e la fidanzata dell'alpino 24enne, con gli occhiali scuri a coprire le lacrime. Un trombettiere del 7/o reggimento di Belluno, il reparto di Matteo, ha intonato il Silenzio. La bara è stata portata a spalla dai suoi commilitoni.
Un breve e silenzioso corteo fino al carro funebre. Un dolore composto, quello dei genitori di Matteo. Una «lezione di dignità, la loro - osserva La Russa - che mi fa dire che sarebbe davvero un insulto non portare a termine la missione in Afghanistan con la stessa intensità e dedizione con cui anche Matteo l'affrontava».
A Roma, nel pomeriggio, è stata allestita la camera ardente nel policlinico militare del Celio. Tanta gente comune ha reso omaggio alla salma dell'alpino, stringendosi ai familiari. E oggi alle 11, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, ci saranno i funerali solenni. Il capo dello Stato, per colpa dell'influenza, non potrà partecipare, ma Napolitano ha già fatto sapere che intende incontrare presto i genitori di Matteo. Di sicuro ci sarà il premier Berlusconi. Domani la salma di Miotto - «un alpino di razza», l'ha definito un suo comandante - sarà trasferita a Thiene, per l'ultimo saluto della sua città. «Riportiamo a casa i nostri ragazzi, perchè in Afghanistan si continua a morire», dice il sindaco leghista, Maria Rita Busetti. Le fa eco il parroco Albino Boscolo: «Ai governanti e ai politici chiediamo che Matteo sia l'ultimo martire di una guerra senza senso». L'alpino sarà seppellito in prima fila nell'area del cimitero di Thiene dedicata ai Caduti in Guerra: lo aveva chiesto nel suo testamento.