23 ottobre 2010 —
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sezione: Regione
ASOLO. Lemergenza rifiuti trattiene a Roma il ministro dellInterno Roberto Maroni. Ma la politica nazionale fa ugualmente tappa ad Asolo per la due giorni sulla legalità promossa da Italianieuropei e Farefuturo, che vedrà oggi il confronto tra Massimo DAlema e Gianfranco Fini. In un centro storico blindatissimo, gli uomini di Fini mettono radici e fanno campagna acquisti anche nel Veneto, dove più che altrove si avvertono gli smottamenti del Pd e i movimenti franosi del Pdl. I finiani parlano di «patto di media legislatura» con il premier Berlusconi, utile a guadagnare il tempo per organizzare la nuova formazione politica di Futuro e libertà. Mentre DAlema, informato per tempo dello stop di Napolitano al Lodo Alfano, ripropone un «governo di salute pubblica» per chiudere lepoca Berlusconi: «In un paese normale questa sarebbe lunica cosa da fare: mandare al governo le maggiori personalità e compiere scelte radicali, anche dolorose, che mettano in salvo il paese e assicurino un futuro alle nuove generazioni». E avvisa Fini:«Rischia di logorarsi».
Ma è il tema della legalità a tenere banco nei conciliaboli asolani. Gli uomini di Fini giocano danticipo sulla giustizia, definiscono «incidente» il loro voto favorevole in Commissione, e scommettono su un «patto di medio periodo» con Berlusconi. «Conviene anche a Berlusconi - ragiona Mario Ciampi, segretario generale di Farefuturo - consegnare al paese, con laiuto di tutti, le riforme di cui ha bisogno: dalla giustizia alla legge elettorale». Adolfo Urso, responsabile di Futuro e libertà, aggiunge: «Sulla giustizia è bene che non si facciano salti nel buio, strappi o fughe in avanti. La legalità è la bussola del comportamento. Se i partiti danno limpressione di non tenere conto dei principi di legalità, come si può pretendere che lo facciano i cittadini?». Sul tema, in mattinata, era intervenuto anche lex presidente del Consiglio Giuliano Amato, in un singolare processo allo Stato unitario: «Le madri di Terzigno certo violano la legge - ha detto Amato - ma nel pubblico cè incertezza, i cittadini esitano a condannare. Dobbiamo capire le ragioni dellincertezza di giudizio».
E se per lassessore leghista alla cultura della Provincia di Treviso, Marzio Favero, le ragioni stanno nella «ipertrofia delle norme e nellingiustizia prodotta dalle istituzioni» e propone «meno leggi e tanti parlamenti regionali», per Amato bisogna semplicemente tornare a Kant: «mi sottopongo alla legge perché in essa mi riconosco». In Italia non è così perché lo Stato unitario nasce da una «debolezza identitaria che mina alle radici il sentimento e la coesione nazionali». Lesile filo che tiene insieme la nazione diventa così causa di molti mali, a partire dal successo della Lega: «in realtà un riaffiorare di qualcosa che cera e che la debolezza dellidentità nazionale ha permesso che si ripresentasse». Se allinizio lo Stato si è impegnato nella costruzione di un sentimento nazionale - la retorica, i simboli, la lingua - negli ultimi decenni è mancata la voglia di riconoscersi in un futuro».
Il vertice sulla legalità di Asolo si conclude oggi, tra incontri con il procuratore antimafia Piero Grasso e il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello, un dialogo tra Luciano Violante e Giuseppe Pisanu. La sera, il confronto finale tra Massimo DAlema e Gianfranco Fini: prove di governissimo?
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Daniele Ferrazza