I feretri accolti da Napolitano Commozione e qualche polemica

ROMA.Le mani appoggiate sulla bara, avvolta nel Tricolore: un gesto diventato ormai purtroppo consueto. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio cosi alle salme dei quattro alpini uccisi sabato in Afghanistan. I feretri sono stati portati a spalla dai loro stessi commilitoni. Sulla pista dell'aeroporto di Ciampino, sotto una pioggia sottile, ieri mattina c'erano le massime cariche dello Stato, i parenti, un picchetto del Settimo reggimento Alpini di Belluno, il loro reparto, ed una rappresentanza di tutte le Forze Armate. Presenti anche i vertici militari. Le bare, allineate sulla pista, sono state prima benedette dall'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, poi il saluto commosso del Capo dello Stato.
Dopo l'omaggio di Napolitano, le bare sono state condotte verso i carri funebri, mentre il trombettiere del Settimo reggimento intonava il Silenzio. Dietro alle bare, i parenti dei caduti, giunti da quattro regioni diverse: la Toscana, la Sardegna, la Sicilia e la Puglia. Grande il loro dolore: si abbracciano e si sostengono l'un l'altro, confortati anche dagli psicologi dell'Esercito. Presenti anche i sindaci dei vari comuni di dove erano originarti gli alpini uccisi. Le salme dopo l'autopsia disposta dalla magistratura, saranno condotte alla camera ardente allestita al Celio. I funerali solenni si svolgeranno oggi alle 10,30 nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli.
Oltre al dolore, c'è stata anche rabbia, ieri all'aeroporto di Ciampino, da parte di alcuni parenti dei quattro alpini caduti in Afghanistan. «Signor ministro, godetevi lo spettacolo» ha detto uno dei familiari rivolto al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, poco prima che le bare venissero deposte a bordo dei carri funebri.
Interpellato dai giornalisti su questa circostanza, il ministro della Difesa ha commentato con tranquillità: «I parenti, in queste occasioni, hanno diritto a qualsiasi reazione emotiva. Sia quella di questo zio, comprensibile, sia quelle affettuose dimostrate da altri parenti presenti a Ciampino».