Unicredit «spalma» gli esuberi in 5 anni

PADOVA. Unicredit va incontro alle aspettatative dei sindacati accettando di diluire nel tempo gli esuberi e confermando la volontà di ricorrere, in via prioritaria, alle uscite volontarie. Nel triennio, quindi, il piano per la Banca Unica contemplerà 3000 esuberi, gli altri 1100 saranno spalmati nei due anni successivi al 2013. Non è ancora chiara la «geografia» delle riduzioni di personale previste: in parte dipenderà dalla risposta alla richiesta di esodo volontario.
Per i sindacati, però, quello di avere portato il numero di esuberi ad essere diluito nel tempo «è comunque un primo importante passo», dice Agostino Megale, segretario generale della Fisac.
«Nell'ambito del triennio verranno coinvolti - afferma Megale - solo i lavoratori che hanno maturato o matureranno il diritto alla pensione. In via prioritaria si ricorrerà alla volontarietà per raggiungere il numero di coloro che dovranno lasciare l'istituto».
Più problematica la risposta degli esponenti della Fiba Cisl, per i quali non ci sono grandi aperture.
«Le prime risposte non sono esaustive, riguardo alle richieste sindacali - dice Elena Vannucci, segretaria nazionale della Fiba Cisl - vedremo l'evoluzione del confronto sull'occupazione e sulla volontarietà degli esuberi».
Non è ancora chiaro, infatti, se l'azienda ricorrerà anche alle procedure della 223 per la riduzione di personale, nel caso gli esodi volontari non raggiungessero il numero richiesto, nè le contropartite che banca è disposta a mettere sul piatto delle trattative in termini di assunzione di nuove figure professionali, che dovrebbero servire a calibrare meglio le necessità professionali della nuova Banca Unica.
«Serve un progetto per favorire un numero consistenete di assunzione di giovani», dice ancora Megale.
Secondo le stime esposte dall'azienda ai sindacati nel triennio 2011-2013 oltre alle riduzioni di personale, il piano di riorganizzazione della Banca Unica dovrebbe permettere un aumento del 5,6% dei ricavi e una riduzione dell' 8,6% dei costi, cui si aggiungono la chiusura di 230 sportelli e la riduzione di altri 600 posti già previsti al momento dell'assorbimentio di Capitalia.
Intanto ieri sono proseguite le polemiche, innescate dalle dichiarazioni di esponenti veneti della Lega, sulla importante presenza degli investitori libici nel capitale azionario di Unicredit.
Il capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze alla Camera, Maurizio Fugatti, in un'interrogazione al ministro Giulio Tremonti, chiede che le partecipazioni delle due istituzioni libiche vengano fermate alla soglia di voto del 5 per cento, e considerate quindi un'unica entità. (a.car.)