Cariverona: giochi chiusi sul rinnovo

VERONA.La partita per il rinnovo dei vertici di Fondazione Cariverona entra nel vivo mettendo alla prova l'ambizione della Lega di arrivare al controllo dell'ente che detiene il 4,98% di Unicredit. Gli enti locali veneti - Comune di Verona in primis, visto che può esprimere quattro designazioni - che hanno diritto all'indicazione di uno o più consiglieri dell'ente scaligero oggi presieduto da Paolo Biasi, stanno terminando in questi giorni la definizione delle terne di candidati per il rinnovo del Consiglio generale che saranno inviate alla Fondazione entro la fine della settimana.
Oltre che dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, le designazioni sono in arrivo dalle Province di Verona e Vicenza; dai sindaci di Legnago, Vicenza, Bassano del Grappa, Mantova, Belluno, Feltre, Pieve di Cadore e Ancona; dai presidenti della Camere di commercio di Verona e Vicenza; dai vescovi di Verona, Vicenza, Belluno-Feltre; dal rettore dell'Università di Verona e dal Consorzio studi universitari di Vicenza.
La scelta definitiva dei nomi dei nuovi consiglieri, uno per ogni terna, sarà effettuata dal Consiglio generale in carica nella riunione già convocata per il 17 settembre. Il Comune di Verona, come detto, è l'ente che può esprimere il peso maggiore (quattro seggi) nella definizione della governance. Il Consiglio generale della Fondazione è composto dal presidente e da 32 consiglieri, di cui 25 sono in scadenza a ottobre. Tra questi, sette saranno diretta espressione di enti locali governati dalla Lega Nord. Il Consiglio avrà poi trenta giorni di tempo, da fine agosto, per esaminare le terne, confermarne la validità dopo un esame tecnico e di compatibilità, e scegliere un nome. Tra il 10 e il 15 ottobre dovrebbe, quindi, nascere il nuovo Consiglio generale dell'ente. Questo nominerà poi il presidente, carica per cui si prevede la conferma di Paolo Biasi, e il consiglio di amministrazione.
Il rinnovo dei vertici di Fondazione Cariverona schiude un orizzonte non secondario per Unicredit. Se non altro per il disappunto più volte manifestato dalla Lega sulla 'scalata" straniera al libro soci dell'istituto. Proprio ieri, al meeting di Rimini, il presidente delle Generali, Cesare Geronzi, è tornato a parlare del ruolo dei soci libici in Unicredit ricordando che in Capitalia (banca da lui presieduta prima dell'ingresso in Unicredit) sono stati azionisti «eccellenti». «Sono i migliori soci che io abbia mai avuto», ha sottolineato. Solo pochi giorni fa, Tosi aveva sollecitato verifiche del Governo e della Consob sulla 'scalata" dei fondi sovrani di Tripoli nella banca guidata da Profumo. 'Scalata" che li ha portati al 7% di Unicredit. (m.mar.)