Sindacati veneti in allarme «Tagli sopra le attese» Verona e Treviso più esposte

VENEZIA.«Ci siamo subito attivati e ci hanno garantito che atti unilaterali non ci saranno. Si aprirà un tavolo negoziale affinché vi siano soluzioni concordate e non traumatiche». Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, accende un faro sui 4.700 esuberi individuati da Unicredit. Con le organizzazioni sindacali, dal prossimo 10 settembre, sarà braccio di ferro. «Siamo preoccupati, non ci aspettavamo un numero cosi alto» sottolineano i rappresentanti veneti delle sigle dei bancari.
In Veneto, il gruppo di piazza Cordusio conta oltre 6.100 addetti: il grosso (2.670) sta a Verona (sesta provincia d'Italia per numero di dipendenti), poi vengono Treviso (1.046) e Vicenza (1.022), mentre Padova e Venezia contano circa 500 persone per provincia. «Invitabile che ci siano delle ricadute» sostengono i sindacati.
La 'partita" si giocherà nell'individuazione di 4.100 lavoratori. In ambienti vicini ai sindacati ricordano che all'interno del gruppo potrebbero avere i requisiti per la pensione circa 1.400 dipendenti. Al tempo stesso, precisano, su una base complessiva di 7.200 esuberi stimata dalla banca sarebbero già stati individuati 3.100 dipendenti che si avvierebbero all'uscita: 2.500 dai precedenti piani (tra cui Capitalia) e 600 tra coloro che non sono entrati nel Fondo di solidarietà volontario di settore il primo luglio di quest'anno. Il grosso della trattativa si incentrerà nell'individuazione di 4.100 dipendenti. (r.e.)