• Espandi la ricerca

ARCHIVIO

Una via dedicata ai coniugi Lachina in ricordo delle 81 vittime di Ustica

 MONTEGROTTO. Una via per la memoria. Una strada che ora porterà i nomi di Giulia Reina e Giuseppe Lachina, simbolo delle 81 vittime (tredici erano bambini) della strage di Ustica. In loro ricordo, ieri è stata inaugurata una via di fronte al palasport. La cerimonia pubblica (nella foto) si è svolta alla presenza del sindaco Luca Claudio, del vice Massimo Bordin, della senatrice e presidente dell’Associazione parenti delle vittime Daria Bonfietti e del giudice che ha condotto le indagini, Rosario Priore. Ma da Montegrotto l’invito a non dimenticare vuole raggiungere l’Italia intera perché si continui a far luce su quella che fu definita «un’azione di guerra non dichiarata». Il 27 giugno 1980, lassù volavano dei civili. A terra i loro familiari, altre vittime di una pagina di storia mai chiarita. Tutti inconsapevoli che nella stessa rotta del Dc9 Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, fosse in atto un «operazione di polizia internazionale coperta». Alle 20,59 la scomparsa dai radar e il silenzio delle istituzioni. Trent’anni dopo, i fotogrammi della memoria di chi non ha mai visto i propri cari far ritorno, sono ancora intatti. «Nel 1980 avevo 18 anni, ero a casa con mia sorella Linda di 13 mentre i miei genitori erano partiti per la Sicilia, per incontrare un cugino trasferito in Australia che sarebbe rimasto pochi giorni. Di quella notte non riesco a scordare gli occhi terrorizzati di mia sorella, il silenzio così assordante da stordirci, la ricerca disperata di mamma e papà». Sono le poche, intense parole di Elisabetta Lachina, la figlia che insieme ai fratelli Linda, Riccardo e Ivano, non riabbraccerà mai più i genitori. (i.z.)