«Chiederò l'assoluzione per Durello»

SANT'ANGELO.Si avvicina il giorno del giudizio per il delitto di Fiorindo Grigoletto, il pensionato sessantaseienne massacrato con una trentina di badilate e trovato morto l'8 giugno 2009 nella sua casa di Sant'Angelo in via Caselle 80/a. Giovedi prossimo compariranno di nuovo davanti al gup padovano Mariella Fino gli imputati dell'omicidio, Natalina Buggio, 56 anni, e l'ex fidanzato Luigi Durello, 66, entrambi di Piove e attualmente in carcere. Ma le loro posizioni processuali sono diverse: la prima, difesa dall'avvocato Emanuela Giraldo, ha deciso di affrontare il rischio di finire a processo davanti alla Corte d'assise; il secondo, assistito dall'avvocato Alberto Poncina, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato che prevede uno sconto di pena. Ma non è sullo sconto che punterà il difensore. «Chiederemo l'assoluzione con formula piena sulla base degli atti processuali - precisa l'avvocato Poncina - Tra questi, le ricostruzioni dei carabinieri del Ris di Parma e del Ros di Verona, oltre alle consulenze del medico legale Montisci e della biologa Caenazzo, esperti della procura». Spiega il legale: «Le carte sono chiare: l'unica arma del delitto è stato un badile. La teoria di un omicidio realizzato con più strumenti, manovrati da più mani, non sta in piedi. La biologa, inoltre, ha rilevato che nella casa della vittima c'è coincidenza tra le gocce di sangue di Grigoletto e quelle della Buggio». Che cosa potrebbe significare? «Che c'è stata una colluttazione tra i due. Grigoletto potrebbe essersi difeso con un forcone che è stato rinvenuto. Non a caso sul corpo della Buggio, all'indomani della scoperta del cadavere, sono state rilevate ferite compatibili con quel forcone. Altro particolare: sotto le unghie della mano sinistra dell'ucciso c'erano tracce di Dna proprio della Buggio, ma nessuna traccia ematica o biologica appartenente a Durello che non presentava ferite». Resta da chiedersi perché Durello è finito in carcere. «Nella sua abitazione furono sequestrati il cellulare, gli occhiali e una fototessera di Grigoletto - risponde Poncina - Il telefonino era all'interno di una scatola di cosmetici da donna in bella vista. Nemmeno la procura ha escluso che siano state delle prove precostituite». Ora la parola passa al giudice. (c.g.)