Mazzucchelli è il Re Mida veneto


PADOVA.Giovanni Battista Mazzucchelli è il Re Mida delle venete a Piazza Affari. Con 2,3 milioni di euro l'amministratore delegato di Cattolica è il più pagato delle quotate nostrane. Pardon, è il manager in carica più pagato, perché da come appare evidente essere «ex» conviene molto di più. Almeno a livello di portafoglio. E questo perché come insegnano tanti «congedati» eccellenti (come dimenticare Matteo Arpe che al tempo per uscire da Capitalia incassò di sola buona uscita 31 milioni di euro) anche ai tempi dell'austerity le dimissioni possono diventare un affare. Carlo Borsari ex ad della Carraro ha ricevuto nel 2009 un assegno di 1,85 milioni di euro circa, comprensivo del quid per la risoluzione del mandato da amministratore delegato in favore di Alexandre J. Bossard che in tutto nel 2009 ha guadagnato circa 703 milioni di euro. Meglio è andata a Massimo Minolfi, ex direttore generale e consigliere di gestione del Banco Popolare, che ha salutato l'istituto scaligero con in tasca un assegno di 2,72 milioni di euro. Mentre l'attuale consigliere delegato Pier Francesco Saviotti ha un emolumento annuo di 1,7 milioni di euro.
Restando tra banchieri Gianni Zonin, Presidente di Banca Popolare di Vicenza, per il suo ruolo di consigliere in Cattolica ha ricevuto 259 mila euro. Mentre il Presidente della compagnia di assicurazioni, Paolo Bedoni, ha ottenuto un compenso di 735mila euro. Roberto Chemello, ex Chief Operations Officer del Gruppo Luxottica e consigliere anche di Stefanel, sempre l'anno scorso di milioni di euro ne ha guadagnati 2,65. Nella compagnia di Del Vecchio ha rivestito ruoli operativi fin dal 1979. È stato fino al 1985 direttore generale amministrativo e finanziario della società. E poi per quasi vent'anni ha ricoperto la carica di amministratore delegato di Luxottica Group. Andrea Guerra, attuale Ceo del leader mondiale dell'occhiale, subentrato nel 2004 proprio a Chemello ha invece ricevuto l'anno scorso emolumenti complessivi per 2,11 milioni di euro. Del Vecchio «solo» di 1,22 milioni. Molto meno del suo diretto concorrente ed ex patron di Safilo Vittorio Tabacchi, che l'anno scorso prima che Hal diventasse azionista di maggioranza aveva, da presidente, uno stipendio di 2,29 milioni di euro. Sopra al milione di euro anche Luciano Benetton, con 1,6 milioni di euro, Mario Moretti Polegato, con 1,8 milioni annui e Stefano Beraldo, ad di Gruppo Coin con una retribuzione per 1,44 milioni di euro. Tra i manager meno pagati il vertice di Acegas Aps, Cesare Pillon, che guadagna in un anno 314 mila euro e il suo omologo in Ascopiave, gildo Salton, con 316 mila euro. Sotto soglia 100 mila il presidente di Sadi Servizi Industriali Alberto Azario che guadagna in 12 mesi il più «terreno» compenso di 66 mila euro.

Roberta Paolini