La nube di cenere torna sull'Italia


ROMA.Il vulcano islandese Eyjafjallajokul ha ripreso la sua piena attività eruttiva e l'enorme nube di cenere mette di nuovo in ginocchio il traffico aereo di mezza Europa. Di colpo, ieri sono stati cancellati cinquemila voli, mentre gravi ritardi si sono registrati in tutti gli scali. L'incubo, che si ritorni al blocco come quello di metà aprile che trasformò i cieli europei in una grande «no fly zone», è reale.
Ieri le correnti hanno spinto la nube dall'Islanda prima sulla penisola Iberica, poi verso la Francia e l'Italia. Cosi, già da ieri mattina, in Spagna sono stati chiusi 19 aeroporti. Nel pomeriggio si è poi arrivati alla decisione di chiudere Barcellona (dove era in corso il Gran Premio di Formula Uno) e i vicini scali di Girona e Sabaell.
I problemi su Spagna e Portogallo hanno subito causato ripercussioni sugli scali romani di Fiumicino e Ciampino, in quelli della Lombardia a Linate e Malpensa, ma anche a Venezia, Cagliari e Pisa dove fanno scalo diverse compagnie low cost. Numerosi i voli annnullati sia in arrivo che in partenza per la penisola iberica.
La nube di cenere ha investito anche i cieli del sud della Francia dove, nel primo pomeriggio, si è arrivati alla decisione di rendere off-limits lo scalo di Marsiglia e ad annullare circa 50 voli. A questo punto, Parigi teme che il blocco del traffico aereo nel sud possa avere un impatto negativo sul Festival di Cannes, in programma da mercoledi. Numerosi passeggeri dovrebbero arrivare sulla Costa Azzurra da tratte internazionali.
Ma una parte della nube di cenere già dalla notte scorsa si è posizionata nei cieli d'Italia. L'annuncio è stato dato dal Centro di controllo europeo delle polveri vulcaniche ai fini della sicurezza del volo. A portare la nuvole dall'Islanda sono state le correnti aeree in alta quota, situazione questa che secondo gli esperti del Centro non sembra destinata a cambiare nei prossimi giorni ma ad intensificarsi. La parte bassa della nube, compresa tra il suolo e i 6.500 metri, quella considerata la più pericolosa per il volo, nella notte ha invaso il Mar Ligure e il Tirreno, poi mano a mano il resto d'Italia. Sono rimaste escluse solo la Sardegna e la Sicilia. Poi, sempre secondo gli esperti, dovrebbe spingersi fino alla Grecia e la penisola bancanica.
Intanto, incurante dei disagi che provoca, Eyjafjallajokull continua ad eruttare polveri e ceneri nei cieli di tutta Europa. E per far capire cosa ci si deve aspettare per il prossimi giorni, Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia spiega: «L'attività del vulcano è di nuovo ai livelli del 15 e del 16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo». Quando milioni di persone rimasero bloccati negli scali aerei di mezzo mondo con le biglietterie trasformate in campeggi e la protezione civile ad occuparsi dei passeggeri.

Fiammetta Cupellaro