Sassonegro, via al processo

ARQUÀ. Wwf e Legambiente si sono costituiti parte civile per il risarcimento dei danni ambientali causati da quella «ferita» nel cuore del parco dei Colli: lo scempio del Sassonegro, 22.000 metri quadrati devastati da un piano di lottizzazione selvaggio.
Non si è costituito il principale danneggiato (se l'accusa sarà provata), l'amministrazione comunale di Arquà, grande assente ieri al processo che si è aperto davanti al tribunale di Padova (presidente Rita Bortolotti, giudici a latere Majolino e Lazzarin) nei confronti di sei imputati: Giuseppe Trentin, ex sindaco di Arquà; il titolare di Piemme Costruzioni Paolo Quaggia; il direttore dei lavori Zelinda Magarotto; il responsabile del cantiere Roberto Lovato; il responsabile dell'Ufficio tecnico di Arquà Rossella Verza; l'architetto Celestino Crispino, consigliere comunale e progettista del piano, tutti accusati, a vario titolo, di concussione e deturpazione dell'ambiente (Trentin, Crispino e Quaggia), abuso d'ufficio (Trentin e Verza), altre violazioni di natura urbanistica. A sostenere l'accusa il pubblico ministero Paolo Luca; nutrita la pattuglia dei difensori, gli avvocati Giovanni Vasoin De Prosperi, Fabio Pinelli, Andrea Sanguin, Anna Desiderio. Tra eccezioni, richieste di ammissioni prove e questioni preliminari sono trascorse varie ore: soltanto nella prossima udienza si entrerà nel vivo di quello che è stato considerato uno scandalo. Il piano di lottizzazione attuato nell'area, orizzonte ben visibile dalla casa del Petrarca, quadruplicò la volumetria edificabile con la previsione di 18 villette progettate dall'architetto Crispino. (c.g.)