Il disagio giovanile in un film padovano

PADOVA.Lungo le vie di Padova un anno e mezzo fa è iniziata l'avventura de L'Appello, pellicola selezionata all'Athens International Film+Video Festival dove verrà proiettata il 24 aprile, alle 17, in Ohio (Usa). Concretizzazione dell'idea che da qualche anno attanagliava il regista padovano Emilio Briguglio. Attore nella Compagnia teatrale Sperimentale Errante di Padova-Venezia, che vanta la regia di Roberto Citran, Briguglio è anche un medico che ha vissuto molti anni della sua vita al pronto soccorso dove quotidianamente si è confrontato con situazioni gravi che avevano come sfortunati protagonisti gli adolescenti. Da qui nasce la sceneggiatura, poi rivista a quattro mani e girata con il giovane film maker italo argentino Federico Rozas, che parla di disagio giovanile e di episodi di violenza e di bullismo. Briguglio ha voluto accanto a sé il resto della Compagnia Sperimentale Errante, oltre ad attori professionisti come Alessandro Bressanello (Come Dio comanda di Salvatores, La masseria delle allodole dei fratelli Taviani), Carla Stella (serie tv La Squadra, Terapia d'urgenza), Marco La Ferla (La giusta distanza di Mazzacurati). Anche se i veri protagonisti sono appunto gli adolescenti: i tre volti molto cinematografici di Robert Jameson, di origini italoamericane, di Giovanni Dori di Bassano del Grappa e di Camilla Bovio di Padova.
Insieme a 55 opere L'Appello sarà al festival dell'Ohio (premiazioni il 29), accreditato dall'Academy degli Oscar. L'AIFVF viene descritto come «un festival che mette l'arte al di sopra del commercio, prestigioso pur non avendo alle spalle la 'macchina di Hollywood"». Briguglio presenterà il film mercoledi alle 17 a Mestre, Villa Settembrini, all'interno della rassegna «Immagini di cinema veneto 2010», a cura della Regione che ne ha acquisito 200 copie e che lo inserirà nella mediateca regionale. La trama senza 'sconti" del film che rappresenta provocatoriamente dei ragazzi lasciati a loro stessi da genitori e scuola, coloro che sono chiamati ad educarli, si sviluppa in un'atmosfera claustrofobica - sottolineata dalla colonna sonora di Cresta e Pacini con la supervisione di Pivio ed Aldo Scalzi - in cui il malessere di vivere dei ragazzi o si esprime violentemente o resta in silenzio. Un pesante silenzio, carico di responsabilità. Il film è stato girato con la macchina da presa Red One di qualità compatibile ai 35 mm ma digitale.

(Silvia Gorgi)