Piron: «Parlate con Berlusconi»

SAN CARLO.Immediata la risposta dell'assessore comunale alla pubblica istruzione, Claudio Piron, alla lettera dei genitori della scuola materna statale «Boranga», in via Benedetti all'incrocio con via Plebiscito, decisi a sostenere che l'istituto per l'infanzia sta andando a rotoli anche per colpa dell'amministrazione comunale. «I genitori, invece di scrivere a noi amministratori di Palazzo Moroni e ai giornali locali, dovrebbero inviare i loro comunicati di protesta al ministro Mariastella Gelmini e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - sottolinea Piron - Il quinto istituto comprensivo, di cui fa parte anche la Boranga, guidato dal preside Giovanbattista Zannoni, deve avere dallo Stato ancora 70.000 euro di arretrati. Non è responsabilità né del Comune e né dei dirigenti della scuola pubblica di via Boranga se, negli ultimi mesi, non ci sono soldi a sufficienza per pagare le supplenze e per assicurare l'ordinaria manutenzione. Lo sanno tutti che in una materna statale il danaro destinato all'acquisto di pennarelli, quaderni e altri strumenti didattici devono arrivare da Roma e non certo dalle casse del Municipio». Piron specifica quanto esattamente il Comune spende per mandare avanti le scuole di competenza (dagli asili nido alle medie). «Ai tempi del sindaco Giustina Destro per la scuola pubblica cittadina venivano stanziati circa 23 milioni di euro - rileva l'assessore del Pd - Oggi ne stanziamo oltre 26 milioni. Solo ai plessi del quinto comprensivo, con presidenza all'interno della media Donatello, riserviamo oltre 19.000 euro. A causa dei tagli agli enti locali, purtroppo, di più non possiamo fare». Nella sua risposta a muso duro, Piron fa riferimento anche all'accusa dei genitori ai quali non piace l'attuale qualità della mensa. «In tutte le scuole materne, quindi anche alla Boranga, esiste una commissione paritetica che si prende cura della gestione quotidiana della mensa e della dieta specifica da seguire. Come mai i genitori che protestano non si sono rivolti prima agli esponenti della commissione e alla stessa dietista? Protestare è legittimo e, in alcuni casi, giusto e doveroso. Ma in questa storia della Boranga non quadrano tanti elementi anche perché, lo ripeto ancora una volta, l'obiettivo della mobilitazione non deve essere il Comune, ma il governo Berlusconi».

(Felice Paduano)