CONFINDUSTRIA VENETO E INFORMAZIONE

Gentile Direttore,
desidero rispondere ad una serie di articoli comparsi sul giornale domenica 7, venerdi 12 e sabato 13 marzo, che gettano un grave e immotivato discredito sul sistema associativo imprenditoriale della nostra regione in un momento particolarmente complesso e difficile. Ho sentito la necessità di scrivere, senza attendere che i fatti (come accadrà) smentiscano le illazioni, perché la persistenza di quelli che sono veri editoriali e non articoli di cronaca adombrano un pericoloso e inaccettabile disegno: attaccare il sistema di rappresentanza delle associazioni imprenditoriali per confondere e mettere nel mucchio tutto e tutti cosicché non siano più distinguibili parti sane e parti malate, riformisti e affaristi, poltronisti e impegnati.
(...) C'è un intero sistema da salvaguardare e a questo dedicheremo ogni giorno tutte le nostre energie come sempre abbiamo fatto finora. Solo qualcuno molto più vicino a logiche 'romane" che al modo veneto di fare impresa, può invece pensare e descrivere come preoccupazione principale di Confindustria Veneto l'assegnazione di cariche e posizioni, la spartizione di poltrone. Attività del genere riflettono, probabilmente, frequentazioni di giochi di potere che sono molto, molto lontani dal nostro modo di pensare e di agire, ma che evidentemente chi ha scritto i tre articoli nei giorni scorsi conosce e pratica molto bene.
Questo modo di fare giornalismo non rende un servizio alla società e al territorio; non fornisce informazioni ma una sorta di gossip, calunnioso, tendenzioso e privo di riscontri. La scrupolosa verifica delle fonti caldeggiata più volte con tanta convinzione da maestri come Giorgio Lago, non viene più praticata? Quegli articoli non fanno bene alle imprese e al sistema economico sociale. Anzi, sembrano a tutti gli effetti un tentativo di sgambetto, fatto di nascosto, a chi sta cercando di correre la maratona più difficile del mondo, e che, glielo assicuro, non ha nessuna intenzione di fermarsi e non può fermarsi, per il bene di tutti.
(...) A nome di tutti gli imprenditori del Veneto, che ogni giorno si rimboccano le maniche e tentano di correre quella maratona con uno zaino tremendamente pesante sulle spalle, le chiedo di dare riscontro di questo. Scriva degli sforzi che compiono quotidianamente queste persone. Scriva di cosa significhi perdere la propria azienda, magari senza colpa. Scriva dei drammi di chi deve lasciare a casa i propri collaboratori, di chi non dorme di notte, per trovare soluzioni e idee. Gli imprenditori veneti stanno facendo di tutto e di più per uscire dalla crisi. Perché ci riescano, serve che ognuno faccia la propria parte. Istituzioni pubbliche e private, banche e associazioni, con grande senso di responsabilità e coesione.
Personalmente, chiedo pubblicamente a tutti i mezzi di informazione lo stesso atteggiamento, nel nome di quella sensibilità e rispetto dimostrati sinora, ovviamente nella piena indipendenza di giudizio che resta caposaldo della professione giornalistica.
Al contrario, secchiate gratuite di fango come quelle gettate da queste colonne sulle imprese del Veneto fanno solo male al sistema economico e sociale del territorio. Quei metodi non ci appartengono Direttore. Le lasci fuori dalla nostra realtà, una realtà come sa bene, fatta di persone di eccezionale valore prima ancora che di imprenditori.
Andrea Tomatpresidente di Confindustria Veneto
Rispondono gli autori dell'inchiesta, Alessandra Carini e Matteo Marian:
Siamo abituati a pubblicare notizie, non proclami. Se le notizie non sono vere, il presidente Tomat le smentisca precisando perché non siano tali. Se invece le notizie che pubblichiamo non gli piacciono, questa è un'altra questione. Riteniamo che il massimo dei metodi 'romani" in voga di questi tempi sia chiedere ai giornali e alle tv di pubblicare solo le notizie gradite a quanti guidano da posizioni di potere la sorte dei cittadini e degli imprenditori.