«Fastweb voleva far multare Telecom»

MILANO.Un accordo tra Fastweb, la società di tlc finita nel mirino della procura di Roma che indaga su una ipotesi di riciclaggio, e l'Autorità garante per la Concorrenza «per far ricevere una multa molto rilevante a Telecom Italia». E per tal motivo «fu chiesta un'attività di di intrusione informatica» nei server dell'Authority nel periodo in cui presidente era Giuseppe Tesauro. Fabio Ghioni, ex vertice della sicurezza informatica di Telecom, fornisce altri dettagli sulla vicenda del dossieraggio illegale targato Telecom.
E ora le sue dichiarazioni, avranno valore di prova e potrebbero servire ad alimentare altri filoni di indagine, magari per altre procure. Ghioni, imputato nella vicenda dossier illegali, rispondendo alle domande dei pm Fabio Napolene e Nicola Piacente ha fornito dettagli anche sulla ormai «famosa» intrusione informatica nel server di Rcs per spiare l'ex Ad Vittorio Colao e il giornalista Massimo Mucchetti. «Non ero d'accordo con quanto mi ordinò Giuliano Tavaroli: lui disse 'ecco abbiamo bucato Rcs ora andate a dirglielo'. Insomma era come la mafia, prima spaventa e poi offre protezione».
A proposito della intrusione nei sistemi informatici del Garante della Concorrenza, Fabio Ghioni spiega: «L'evento, che è sempre stato segnalato da Tavaroli era in relazione a una specie di accordo che, secondo Tavaroli, Sasinini e Bernardini (gli ultimi due rispettivamente ex giornalista e investigatore privato a loro volta imputati) era stato fatto tra l'Autorità Garante e Fastweb per far ricevere una multa molto rilevante a Telecom Italia. Secondo Tavaroli la persona, mi pare si chiamasse Tesauro (Giuseppe Tesauro presidente dell'Authority, ndr)». Una sorta di accordo per colpire Telecom? «Si», risponde Ghioni. Nel 2003, tuttavia, una precisa denuncia di Fastweb nei confronti di Telecom per abuso di posizione dominante scaturi in un procedimento che si concluse dopo tre gradi di giudizio con la condanna di Telecom al pagamento di un'ammenda.