Scaglia: «Io sono una vittima»


ROMA. Non ha convinto il magistrato la deposizione resa ieri mattina, nel carcere romano di Regina Coeli, dall'ex amministratore delegato di Fastweb, Silvio Scaglia durante l'interrogatorio di garanzia.
Davanti al Gip Aldo Morgigni, Scaglia si è difeso dalle accuse sostenendo di non avere mai compiuto operazioni illegali finalizzate a frodare il fisco e di non aver mai saputo che il traffico telefonico fatturato da Fastweb fosse simulato.
Assistito dagli avvocati Pier Maria Corso e Antonio Fiorella, Scaglia ha spiegato che per l'azienda il traffico telefonico era reale. «Noi offriamo al committente la rete. Quanto avviene a valle non è di nostra competenza», ha detto il manager aggiungendo che non era possibile sapere se i servizi poi offerti dalle società coinvolte nella truffa fossero o meno inesistenti. Insomma non c'erano ragioni di sospettare, si è giustificato Scaglia appellandosi ai principi morali cui Fastweb si sarebbe sempre ispirata ed escludendo che ci siano state connivenze di alcun tipo a livello del vertice aziendale: perlomeno per quanto riguarda i suoi più stretti collaboratori e tutti i direttori generali.
Scaglia ha anche negato di avere mai conosciuto Mokbel. E allo stesso modo ha negato qualunque legame con Carlo Focarelli, il procacciatore d'affari legato alla banda di riciclatori che avrebbe messo nei guai gli uffici commerciali di Fastweb e Telecom Sparkle.
«Non ci sono intercettazioni, non ci sono evidenze. C'è solo una presunzione di consapevolezza priva di qualunque riscontro probatorio», ha dichiarato l'avvocato Fiorella definendo l'inchiesta «molto debole». Da qui la richiesta di scarcerazione o, in subordine, di arresti domiciliari, che se respinta porterebbe il collegio difensivo a ricorrere al tribunale del riesame.
Per la procura, invece, non si tratta del teorema secondo il quale il vertice non poteva non sapere. Della consapevolezza di Scaglia ci sarebbero - dicono i magistrati - evidenze materiali e l'ex amministratore delegato non avrebbe affatto risposto alle specifiche contestazioni del Gip Morgigni. Dunque è probabile che i Pm non diano parere favorevole al ritorno in libertà dell'indagato.
Terminato l'interrogatorio Scaglia è stato riportato a Rebibbia dove gli è stato revocato l'isolamento. Oggi incontrerà i suoi legali e, non appena possibile, la moglie. «Il nostro cliente - dicono i legali - è provato, ma abbastanza sereno perché certo della propria innocenza», hanno detto i legali.
Nel pomeriggio di ieri, intanto, il Gip che doveva decidere sul commissariamento di Fastweb e Telecom Sparkle sollecitato dalla procura di Roma, o sul possibile rinvio richiesto da entrambe le società, ha annunciato alle difese uno slittamento di 48 ore per consentire la valutazione delle varie istanze presentate.
Il mercato sembra avere accolto con favore la decisione del Gip e sembra credere nell'allontamento dell'ipotesi di commissariamento per Fastweb. Il titolo, fermo in mattinata, dopo l'annuncio ha guadagnato l'1,67 per cento (collocandosi a 14,64 euro). Nessuna reazione alla notizia, invece, per il titolo Telecom Italia che ha ceduto l'1,03 per cento (1 euro e 5 centesimi ad azione).

Natalia Andreani