Perquisita la banca svizzera di Marchi

TREVISO. L'inchiesta sulla maxi-frode telefonica tocca anche la banca svizzera di Enrico Marchi e Andrea de Vido. La sede di Lugano di Banca Credinvest, partecipata al 43% dalla Finint dei due finanzieri trevigiani, è stata perquisita nei giorni scorsi. La direzione distrettuale antimafia di Roma vuole capire se in passato sia stata uno degli snodi del flusso di riciclaggio da due miliardi di euro emerso dall'inchiesta che ha toccato i vertici di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Ex membro del cda di Credinvest è Nicola Di Girolamo.
Il senatore del Pdl è al centro della bufera anche per le sue presunte frequentazioni con la 'ndrangheta. Ieri Di Girolamo ha rassegnato le proprie dimissioni.
La perquisizione.Una banca che sarebbe stata al centro del monumentale giro di riciclaggio: questo il profilo di Egobank (poi ribattezzata Credinvest) tratteggiato dalla direzione distrettuale antimafia di Roma. Un ruolo giocato solamente prima dell'ingresso di Marchi e De Vido (gennaio 2007) e la quasi contemporanea uscita di Di Girolamo dal cda (maggio 2007), o un ruolo del quale rimane tutt'oggi qualche traccia? Questo è quanto gli investigatori vogliono capire. La banca, secondo la direzione distrettuale antimafia di Roma, sarebbe stata strettamente legata alla maxi-frode che ha toccato Fastweb e Telecom Italia Sparkle: nel 2006 - come ha scritto ieri il Corriere della Sera - tra i flussi di denaro dell'istituto di Lugano ci sono bonifici per 12 milioni di euro provenienti da un conto londinese della Broker Management, società che rappresenta il vero e proprio epicentro del 'carosello" della maxi-frode sull'Iva.
L'ingresso di Finint.Nel gennaio 2007 Finanziaria Internazionale ha acquistato una partecipazione del 29,70% del capitale della banca svizzera Egobank (diventerà Credinvest all'inizio del 2008), banca indipendente con sede a Lugano, una «boutique finanziaria» dedicata alla gestione e all'amministrazione di patrimoni di clientela sia privata che istituzionale. In seguito ad aumenti di capitale e uscite da parte di alcuni soci, Finanziaria Internazionale alla fine del 2007 deteneva una partecipazione nel capitale della banca del 43,24%. «Il 2007 per Egobank, che ad inizio 2008 ha modificato la propria denominazione in Banca Credinvest - si legge nel bilancio Finint - è stato un anno caratterizzato da un forte sviluppo dell'attività e da una notevole crescita dimensionale, raggiunta anche mediante l'acquisizione del 62% della società Lmf Servizi Finanziari S.A. di Lugano».
Di Girolamo esce.L'ingresso di Finint e l'uscita di Di Girolamo sono eventi quasi contemporanei: a gennaio il primo, a fine maggio il secondo. Finint ieri ha emesso una nota in cui è sottolineata l'estraneità del dimissionario senatore del Pdl rispetto alla stanza dei bottoni della banca di Lugano: «Di Girolamo non ha svolto alcun ruolo o influenza sulle decisioni gestionali e di politica aziendale - dice la nota di Finint - nonché sulle strutture della banca, a far corso dall'ingresso nel capitale dei nuovi azionisti». Dopo l'ingresso di Marchi e De Vido, insomma, il vecchio management - Di Girolamo compreso - è stato messo da parte.
Le intercettazioniLa Dda ricostruisce le ragioni delle dimissioni di Di Girolamo partendo dalle intercettazioni, dalle quali emerge che l'allora direttore generale della banca, Mauro Scalfi, contesta «la superficialità nella gestione dei clienti». I rimproveri sono al centro di una telefonata, il 9 maggio, tra Di Girolamo e Castiglioni: il futuro senatore (sarà eletto con le elezioni del 13 e 14 aprile 2008) torna alla Egobank il 19 luglio per discutere i dettagli delle dimissioni.

(Fabio Poloni) /