Tornano i primi italiani


ROMA. Arriveranno stamattina verso le 10,30, all'aeroporto di Ciampino, i primi 15 italiani, tra i quali donne e bambini, che hanno fatto richiesta di tornare in patria da Haiti. Lo ha confermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Nassari.
I 15 connazionali sono stati prima portati con un C130 a Santo Domingo e da qui sono saliti a bordo di un Falcon che li riporterà in Italia. Il Falcon è lo stesso che ha trasportato sull'isola caraibica 'l'advanced team". I primi superstiti italiani della tragedia haitiana metteranno dunque piede in patria. E se da un lato un gruppo sta rientrando in Italia dall'altro la situazione si fa drammatica per altri connazionali di cui non si hanno notizie.
Oltre all'anziana italiana deceduta a causa delle gravissime ferite riportate dal crollo della sua casa, all'appello mancano ancora 13 italiani, e per 3 di loro si teme il peggio. Si tratta dei due funzionari dell'Onu che si trovavano all'Hotel Christopher di Port-au-Prince, l'agronomo fiorentino Guido Galli, 45 anni, e Cecilia Corneo, 39 anni. Il terzo è Antonio Sperduto, nato a Teora, in Irpinia, e direttore del Caribbean supermarket, struttura sotto cui sarebbe ancora sepolto.
La Corneo, da circa sette anni ad Haiti, staff della Peacekeeping mission dell'Onu, è stata data per salva il mercoledi mattina dopo il terremoto dalla Farnesina che aveva chiamato la famiglia della donna ad Arona per informarla della buona notizia; Cecilia invece è stata poi segnalata tra gli scomparsi dall'Onu avviando un'altalena dolorosissima di attesa, conferme e smentite per familiari e amici che vivono attaccati al telefono ed al computer.
Per Galli si sta scavando tra le macerie usando i pochi mezzi a disposizione. «L'Onu ci ha confermato che mio fratello Guido stava partecipando ad una riunione in corso nell'albergo Christopher, mentre c'è stato il terremoto. So che hanno trovato i corpi di alcuni funzionari ma non il suo», ha detto addolorata Francesca Galli che vive a Firenze.
In tutto sono circa 180 gli italiani contattati direttamente o indirettamente dalla Farnesina dal tragico giorno del sisma. Il piano di evacuazione messo in atto dalla Farnesina è quindi partito e il rientro dei primi connazionali in Italia non è la sola azione concreta. Lo ha confermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si trova in questi giorni al Cairo per impegni istituzionali. Frattini sottolinea che l'attività di solidarietà è incessante: «Stiamo cominciando la distribuzione di generi di prima necessità e la messa a punto dell'ospedale da campo. Vi sono squadre di pronto intervento già sul posto, Protezione civile, Unità di crisi e Comando interforze della Difesa. E in alcuni casi i nostri uomini stanno setacciando quasi fisicamente le strade di Haiti per avere notizie sugli italiani presenti nell'isola e che mancano ancora all'appello».

Roberta Rizzo