Via libera alla «nuova» Unicredit

VENEZIA.Undici macroaree con un collegamento più stretto con il territorio 'presiedute" da un Unicredit che non sarà più una holding di coordinamento ma una banca unica che avrà funzioni di presidio vero e proprio delle attività operative: è su queste basi che si disegna la nuova struttura della prima banca italiana. Una delle macroaree dovrebbe avere come 'capitale" Verona sede della divisione corporate della banca che resterà però a presidiare solo il mercato delle grandi aziende. Mentre le piccole imprese passeranno sotto il retail finora dislocato al centro sud. Un ridisegno, esaminato ieri dal comitato strategico della banca, volto a tre scopi: tagliare i costi operativi, anche in termini di poltrone al vertice, stringere il legame con il territorio, presidiare e controllare dal centro la struttura operativa attraverso manager collocati sul territorio e con ampie deleghe, ma con un filo diretto con le strutture della holding. Ovviamente i tagli ci saranno, anche se dalla banca non trovano riscontro le voci sindacali che indicano in 7000 i posti che si perderanno. Ma è certo che lo 'snellimento" più pesante sarà al Centro Sud.
Confluiranno nella 'nuova" Unicredit, perdendo lo status di legal entities, la Banca private, con sede a Torino, quella Corporate collocata a Verona, la retail con sede a Bologna e Banco di Roma e di Sicilia che presiedono il centro sud. Un'operazione in via di definizione che però dovrebbe pesare, per l'entità dei 'tagli" organizzativi e di poltrone al vertice, soprattutto per il centro sud, dove erano collocate le banche che presiedevano il retail. Questione cruciale quella della Sicilia: anche se il Banco di Sicilia dovrebbe mantenere il marchio sul territorio si è già aperta una battaglia politica feroce.
La riorganizzazione, che prevede il mantenimento della divisionalizzazione che ha separato a suo tempo, retail corporate e private, dovrebbe essere meno 'pesante" per il Nord dove già da tempo i piani prevedono una forte riduzione di personale e dove comunque saranno mantenute, anche per venire incontro alle Fondazioni principali azioniste, alcune funzioni: Verona dovrebbe restare al centro delle funzioni corporate ridefinite. Il piano ha un'architettura complessa e passaggi non facili anche per le critiche dei sindacati. Ma l'approvazione delle Fondazioni azioniste è ormai cosa fatta. Sarà portato all'esame dell'assemblea e concludersi entro l'autunno dell'anno prossimo quando saranno scaduti i patti parasociali ereditati da Capitalia che prevedevano condizioni di autonomia per il Banco di Sicilia. (a.c.)