«Fu tutto combinato»

NAPOLI. Alla vigilia di Messina-Venezia quando si seppe che a dirigere era stato designato Palanca, ben quattro presidenti di società (Cellino, Zamparini, Spinelli e Ruggeri) gli avrebbero telefonato annunciandogli che l'arbitro avrebbe determinato un «risultato negativo» per la sua squadra. Lo ha dichiarato l'ex direttore sportivo del Venezia, Franco Dal Cin, deponendo in qualità di testimone al processo di calciopoli in corso a Napoli. Quella partita, che degenerò in intemperanze dei giocatori del Venezia, fu vinta dai siciliani, a dire di Dal Cin, per errori arbitrali.
E alla fine del campionato, il Messina fu promosso in A e il Venezia retrocesso. Dal Cin, rispondendo alle domande dei pm Beatrice e Narducci, ha ricordato che il Messina all'epoca aveva come direttore sportivo Mariano Fabiani che si sapeva essere amico del dg della Juve Luciano Moggi. Ha parlato di una «organizzazione che pensava a favorire qualcuno e anche qualcun altro» ovvero «gli amici degli amici». Alle domande dei legali della della difesa, se avesse cognizione diretta sull'esistenza di illeciti, Dal Cin ha spiegato che queste cose «si sapevano» aggiungendo tuttavia «di non poterlo provare». A conclusione dell'udienza ha testimoniato l'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara. Si è soffermato in primo luogo sulla partita Bologna-Juve del campionato 2004-2005 arbitrata da Pieri che si concluse con la sconfitta dei rossoblù. Per Gazzoni ci furono evidenti errori arbitrali. «Non posso parlare di complotto, ma la società del Bologna fu colpita». La retrocessione infatti - ha ricordato - determinò il fallimento della società. Gazzoni ha parlato di «campionato falsato» anche per la vittoria sul Milan da parte del Siena (diretta concorrente per la salvezza) che sarebbe stata determinata da una svista arbitrale. Anche l'ex arbitro Nucini ha parlato di evidenti favori alla Juventus, pena sanzioni.
(Martina Fischetti)