Le politiche della famiglia nella società italiana


Probabilmente essere Maire de Nancy è più facile che fare il Sindaco di Padova.
Nessun amministratore pubblico italiano infatti dispone delle risorse economiche necessarie per affrontare e risolvere adeguatamente i problemi della propria città. In attesa di un mutamento significativo della politica del Governo nei riguardi degli Enti locali, sarà meglio assumere fino in fondo questo dato di fatto come il punto di partenza per ogni discorso serio sul futuro di Padova. Da quando poi il presidente del Consiglio ha deciso di eliminare l'Ici (siamo tutti più ricchi ora?) gli amministratori locali, hanno dato inizio a veri e propri equilibrismi per far quadrare i conti dei Comuni ed offrire al contempo i servizi necessari ai cittadini. In questo scenario di profonda difficoltà economica può apparire azzardato proporre una politica comunale con funzioni di supplenza a gravi deficienze governative. Osservando la situazione della scuola materna e quella degli asili nido, tuttavia siamo costretti all'azzardo. Sono programmati forti tagli ai danni della scuola materna e nessun contributo significativo esiste per i nido.
Esiste un'ampia fascia sociale di ultra trentenni, spesso laureati e con altissime professionalità, che fornisce il proprio lavoro nelle fabbriche, nelle aziende, negli uffici pubblici, negli studi professionali o che inizia un'attività autonoma. Costoro contribuiscono in modo determinante, con la propria cultura e le proprie capacità di innovazione, allo sviluppo del nostro Paese. In cambio non ricevono nulla, tanto meno adeguati servizi a sostegno della maternità, indispensabili per formare una famiglia negli anni del doppio o triplo lavoro rigorosamente precario. Le donne sono i soggetti più colpiti dalla straziante indifferenza dello Stato. Vale davvero la pena di assumere questo come il tema per il futuro di Padova proponendo una vera e propria politica comunale di supplenza alle inefficienze dello stato sociale. Negli ultimi cinque anni il nostro Comune ha investito oltre trenta milioni di euro per la salvaguardia degli edifici scolastici. Bene. E' stato un lavoro serio e silenzioso. Ora, messi in salvo i bambini è il momento di aiutare i loro genitori a pagare le rette scolastiche e di incoraggiare chi intenda creare una famiglia affrontando e risolvendo, anche con progetti innovativi, il problema degli asili nido. A Padova, tra pubblici e privati ce ne sono circa una trentina. Il loro numero va aumentato e gli orari di permanenza vanno estesi. Quello degli asili nido è un tema indifferibile. Va affrontato con estrema determinazione, anche proponendo la creazione di micro nidi autogestiti dalle madri con il supporto pedagogico di personale specializzato e con l'aiuto del Comune per quanto riguarda la messa a disposizione di luoghi idonei e l'erogazione di fondi adeguati alla tutela di beni cosi importanti com'è quelli della famiglia e della libertà della donna. Tempo fa, di ritorno da Berlino città brulicante di bambini, incontrai un conoscente, nemmeno tanto simpatico, che mi disse: «hai visto che facce ci sono in giro per Padova?» Allora non lo feci, gli rispondo ora: «Un po' attempate».

Andrea Busato