Immobili d'affari, il mercato in città tiene

Deve dire grazie al proprio appeal di investimento immobiliare Padova, visto che è la quinta città italiana (dopo Milano, Roma, Bologna e Firenze) per quanto riguarda l'attrattività di capitali da investire sul mattone non residenziale. Già, perché se cosi non fosse, la crisi economica in atto avrebbe già raso al suolo i buoni trend di sviluppo e di fatturato legati al settore immobiliare e delle costruzioni. Lo sa bene Leonardo Cetera, presidente dell'Ance di Padova, l'associazione dei costruttori.
Cetera è intervenuto ieri pomeriggio alla presentazione del secondo rapporto della Gabetti Corporate che fotografa lo stato di salute del mercato immobiliare non residenziale. Il rapporto è stato preparato attraverso i principali comparti legati al terziario ed uffici, commerciale (piccole e grandi superfici di vendita) e produttivo (industriale e logistica).
E' proprio dalle parole di Cetera che affiorano alcuni valori da brividi: «Crisi a parte, qui nel Padovano era già da un anno e mezzo che non tutto filava via liscio sul fronte edilizio. E solo per quest'anno, con la crisi, le previsioni parlano di un -14% per l'edilizia abitativa e di 5,3 punti in meno per le manutenzioni sulle abitazioni».
Sono dati significativi. Com'è significativo che proprio dal leader della più importante associazione dei costruttori provinciale emerga un aggancio diretto e di conferma a quanto espresso due giorni fa dal sindaco uscente e candidato per il prossimo quinquennio, Flavio Zanonato, nel corso del confronto sulla Padova del futuro, assieme agli altri candidati sindaci di fronte agli imprenditori locali. «Il sindaco ha perfettamente ragione. Padova non ha bisogno di altri centri commerciali, perciò stop a nuovi insediamenti. Ma spostiamo quelli che ci sono in aree più idonee, a partire dal Centro Giotto, che là non può più stare», avverte Cetera.
Intanto dal focus della Gabetti, presentato nella sede di Confindustria Padova dal direttore dell'area Centro Nord di Gabetti Corporate Nicola Lenzi e da Alessandro Zanetti, responsabile per Padova della stessa divisione, emerge un mercato padovano che mantiene una certa dinamicità anche in tempo di crisi: «La piazza padovana è stabile e al contempo dinamica - dichiara Lenzi- su tutti i comparti analizzati, dal terziario al commerciale fino al produttivo. Per quel che riguarda il mercato office, la fotografia evidenzia una flessione del numero di transazioni sia per quanto riguarda la locazione che per la compravendita. La domanda si concentra proprio nell'hinterland e nel semicentro, che mantiene il proprio appeal, a discapito del centro storico dove gli edifici di alto standing sono richiesti unicamente dai liberi professionisti».
E il comparto commerciale? Per Alessandro Zanetti «l'offerta è più sostenuta rispetto alla domanda, sia nel mercato della compravendita che in quello della locazione per quel che riguarda le superfici inferiori ai 50 metri quadrati. Le locations preferite si trovano in centro e compongono circa il 50% della domanda totale. A Padova il centro storico è molto ambito soprattutto grazie agli interventi dell'amministrazione comunale, orientati a ridurre il traffico automobilistico». Sul mercato industriale, invece, la domanda si concentra nelle aree in prossimità dei caselli autostradali e degli svincoli delle tangenziali, soprattutto a Est.
(Massimo Nardin)