«Non lasceremo a terra i precari»

ROMA.Non lasciare a terra precari e cassaintegrati. Anche questo è uno degli obiettivi ai quali lavorerà l'Alitalia che stamane spicca il volo. La promessa l'ha fatta ieri, in conferenza stampa, il presidente della Cai, Roberto Colaninno. «Abbiamo la consapevolezza dell'importanza del personale» e «cercheremo di riportare in Alitalia tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato», ha detto Colannino. «È un impegno che ci siamo assunti, un punto fondamentale della nostra etica che cercheremo di perseguire con tutte le nostre forze», ha aggiunto il numero uno della compagnia illustrando l'accordo firmato con Air France nella sede della Magliana, blindata per l'occasione da carabinieri, polizia e guardia di finanza.
Per ora, «le assunzioni sono state completate al 99 per cento. E lo sono state nel pieno rispetto degli accordi sindacali», ha dichiarato l'ad Rocco Sabelli affermando che da stamattina la compagnia sarà quindi in grado di operare, come da progetto, con un organico di 9.600 persone. In porto, ha detto Sabelli, «è andato anche l'accordo per le assunzioni nel personale di terra, e per le pulizie di bordo e la gestione dei magazzini, date in appalto esterno con il consenso dei sindacati». Consenso sul quale c'è stata una trattativa serrata andata avanti fino alla tarda mattinata di ieri. «Se poi vi dovessero essere alcuni soggetti che in questi ultimi non trovano rappresentanza, abbiamo pronto un piano di emergenza», ha detto ancora l'Ad riferendosi alla minaccia di agitazioni dell'ultim'ora annunciate nei giorni scorsi dallo zoccolo duro dei lavoratori. Proteste che potrebbero compromettere il battesimo operativo della compagnia e che ancora ieri hanno visto la Cub Trasporti e il comitato precari e cassintegrati Alitalia-Airone, portare una bara di cartone, in segno di lutto, prima in processione a Fiumicino e poi sotto le finestre della Regione Lazio. Manifestazioni di rabbia arrivate fino al quartier generale della Magliana.
A non escludere agitazioni anche Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl. «Quando le persone sono disperate, anche per il sindacato è difficile dare rassicurazioni e se ci sono iniziative spontanee tutto si complica», ha detto il segretario spiegando che un punto sul quale si sta battagliando sono i criteri di assunzione. Perchè «chiamare una persona con carichi familiari e un'elevata anzianità costa molto di più che assumere un precario. E le aziende tentano di risparmiare sul costo del lavoro».
Tra i riassunti, per la cronaca, figura invece Fabio Berti, il presidente dell'Associazione piloti che nei mesi scorsi si oppose duramente alla Cai. Suo vice, nel fronte del no, era Stefano Di Carlo, messo in cigs, mentre il presidente dell'Unione piloti, Massimo Notaro, è stato pensionato.(n.a)