Air France entra e Alitalia spicca il volo


ROMA. Air France perché ha accettato di mettere 322 milioni in una quota di minoranza, Air France perché era un'alleanza che poteva partire subito, Air France perché fa parte di Sky Team, il network in cui Alitalia era già parte e che con Continental e Delta controlla il 16% del mercato nordamericano, ovvero i soldi, il business. Air France perché c'era un accordo commerciale e romperlo sarebbe costato 80-90 milioni. E perché ha lasciato mano libera ad Alitalia sull'hub da scegliere, se Malpensa o Fiumicino. «Ora è Fiumicino, ma se Linate verrà razionalizzato sarà Malpensa», dice il vertice di Alitalia. Buffo destino, il primo volo della compagnia privatizzata parte proprio da Malpensa, oggi all'alba, destinazione San Paolo, Brasile.
Le ragioni dell'alleanza internazionale di Alitalia, spiegano l'amministratore delegato Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno, sono queste. Ce ne fossero altre non le dicono: «Non risponderemo a domande politiche. La questione è chiusa, da oggi siamo un vettore aereo», dice Colaninno.
Air France-Klm, dunque, come nel gioco dell'oca: «Tornate al via». Lufthansa - dice Sabelli - non aveva mai fatto una vera offerta e British non era interessata alla quota di minoranza. I tedeschi si dicono amareggiati e preannunciano di «voler verificare» con la Ue l'effetto dell'accordo sul traffico aereo in Italia. Insomma se ci sia abuso di posizione dominante.
La compagnia franco-olandese entra al 25% con un accordo di partnership che dura otto anni. Dopo quattro potrà acquistare azioni dai soci italiani, dopo tre se l'Alitalia tornerà in borsa. «Non chiamatela 'Nuova Alitalia", non porta bene», ancora Colaninno. I soci italiani sono vincolati a vendere le azioni solo fra di loro fino al 2013, e a sottoscrivere gli aumenti di capitale in modo che le quote della società restino invariate per 4 anni: 75% agli italiani e 25% ai francesi. «Questa è la regola che ci siamo dati con il nuovo statuto, modificato per far entrare i francesi - dice ancora Colaninno - Certo poi c'è la legge, l'assemblea può cambiare lo statuto, ma ci vogliono maggioranze precise. E poi che senso avrebbe? Noi siamo orgogliosi di avere proposto il salvataggio della compagnia, di aver assunto 12mila 500 persone e salvato l'indotto. La nostra è un'operazione industriale, non finanziaria».
A chi insiste e chiede se Air France abbia già espresso la volontà di comprarsi tutta Alitalia, Rocco Sabelli risponde in romanesco: «Prendersi tutto il cucuzzaro? Magari possono averci il sogno, ma sono quotati in borsa e non possono dire una cosa e farne un'altra».
Si è discusso molto prima di firmare l'accordo. «Tre settimane con anche British e Lufthansa, poi due con i francesi. L'hub, l'aeroporto che deve rappresentare l'Italia nelle rotte a largo raggio? I francesi non hanno mai detto Fiumicino si e Malpensa no, ci hanno detto: scegliete. E quando abbiamo chiesto a Spinetta perché nel 2007 ha detto Fiumicino ci ha risposto candido: 'Mi avevano chiesto cosi"», svela Sabelli. «Il nostro interesse è nella Pianura Padana - dice Roberto Colaninno - perché è li che c'è bisogno di una compagnia per le piccole e medie imprese, è li che c'è clientela business. Per questo Malpensa è il nostro hub. Ma deve essere regolarizzato Linate». Ovvero? «Ovvero deve diventare l'aeroporto della navetta Roma-Milano». Stop a tutti gli altri voli, insomma, spostati invece su Malpensa. Era l'idea del governo Prodi 1. «Parleremo con Sea, con Regione e enti locali. Capiranno». Intanto tutti a Fiumicino e, con Air France-Klm un'Europa dei cieli che punta su tre grandi centri: Roma, Parigi e Amsterdam.
Con l'orario estivo, poi, arriverà il traffico legato agli aeroporti minori, dall'Italia alla Francia, dall'Olanda all'Italia, e viceversa. «Lunedi prossimo assemblea dei soci Cai, via libera all'aumento di capitale da sottoscrivere entro febbraio-marzo, ingresso a pieno titolo di Air France, poi passaggio alla Ue e inizio della sinergia», dice Colaninno. Si sa già quanto darà in soldi: 720 milioni in tre anni grazie ai passeggeri Alitalia che vanno sui voli Air France, Klm o dei vettori Sky Team. E se le cose non vanno come devono Alitalia può recedere dal contratto o Air France chiedere che gli italiani si ricomprino le azioni.

Alessandro Cecioni