Debito record, ma Bot a ruba

ROMA. I Bot vanno a ruba, anche se il debito pubblico italiano continua a crescere. L'asta di ieri ha registrato un nuovo record minimo per i rendimenti dei Bot a un anno, che hanno toccato l'1,84%, in calo di 0,793 punti rispetto all'ultima analoga operazione: un tasso sotto il 2% non si registrava dal 2003. Ma l'asta è stata un clamoroso successo, mentre si fa fatica a piazzare i Bund tedeschi. Tutti i segnali sinora andavano nel senso opposto, data la solidità del bilancio della Germania e la finanza ballerina tipica dell'Italia. Di diverso parere gli investitori.
In queste prime settimane dell'anno stanno dando segnali inequivocabili. L'asta dei Bot di ieri è andata benissimo: 7,5 miliardi di Bot annuali offerti e richieste per 10,576 miliardi, 5,5 miliardi di Bot trimestrali offerti e richieste per 9,849 miliardi. Solo pochi giorni fa, esattamente il 7 gennaio, la Germania ha organizzato un'asta di Bund decennali da 6 miliardi di euro, di cui solo 4,1 sottoscritti. Un mezzo fallimento. L'asta di ieri è indubbiamente poco significativa per valutare l'appeal dei titoli di stato italiani. I 13 miliardi di titoli battuti all'asta oggi - 7,5 miliardi di Bot annuali più 5,5 miliardi di Bot trimestrali - vanno infatti a sostituire altri Bot in scadenza il 15 gennaio per un ammontare pari a 15,5 miliardi. Il risultato positivo dell'asta di ieri è arrivato a poche ore dall'annuncio di un nuovo record per il debito pubblico italiano. A ottobre, secondo il supplemento al Bollettino Statistico di Bankitalia, si è attestato a 1.670,6 miliardi. Inversione di tendenza, dunque, rispetto a settembre, quando si era registrata una contrazione, che portava il debito a 1.648,6 miliardi, dopo il record raggiunto in agosto (1.666,6 miliardi). Il Bollettino della Banca d'Italia fortunatamente fotografa una crescita anche delle entrate tributarie: nei primi 11 mesi del 2008 si sono attestate a 344 miliardi, il 2,8% in più rispetto ai 334,1 miliardi dello stesso periodo (gennaio-novembre) del 2007. Solo a novembre sono state pari a 32,7 miliardi (in linea rispetto ai 32,9 miliardi nel novembre 2007). Forse anche per questo, e in controtendenza rispetto all'asta dei Bot di ieri, lo spread tra Bot e Bund a lungo termine è salito ieri a 135 punti collocandosi a livello europeo subito dopo il dato della Grecia (232 punti sopra il Bund) e dell'Irlanda (151 punti). «Il dato sul debito pubblico record italiano non incide sui tassi dei titoli a breve termine, come i Bot a tre mesi o a un anno, ma sulle scadenze più lunghe», spiega Paolo Gandolfi, gestore di Euromobiliare asset management sgr, società del gruppo Credem. «Il debito pubblico record - continua Gandolfi - influenzerà invece le aste dei Btp decennali previste nei prossimi giorni. Quest'anno sono previste emissioni da 3mila miliardi di dollari, il triplo del 2008, che i vari Stati useranno per finanziare i piani di salvataggio delle banche e per il rilancio dell'economia». Intanto è approdato per la prima volta in Aula il decreto anticrisi, approvato dalle commissioni finanze e bilancio della Camera, con una novità che ha immediatamente scatenato polemiche: l'ammontare complessivo della manovra risulta di 4,9 miliardi di euro, molto distante dagli originali 6,3 miliardi. Il relatore Corsaro (Pdl), ha spiegato che i 6,3 miliardi indicati nel testo originale erano frutto in realtà di un 'errore contabile".