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Padre e tre figli muoiono in un crepaccio

 AOSTA. «Ho visto precipitare mio marito e i miei tre figli. Ero a soli 200 metri di distanza. Prima è scivolato uno di loro e poi tutti gli altri». La drammatica testimonianza è di Ada De Jong. 50 anni, unica superstite dell’incidente sul Monte Bianco in cui hanno perso la vita, precipitando da un seracco, i suoi quattro familiari: marito e tre figli. Pieter Hendrik Germs, 56 anni, e i figli Els Adiana, 23 anni, Mark Pieter, 20 anni e Karin Maria, 17 anni erano in cordata e l’escursione doveva essere un bellissimo momento di vacanza per la famiglia olandese. E invece il Mont Dolent (3.800 metri) è diventata la loro tomba.
 L’incidente è avvenuto ieri in tarda mattinata ed è stato causato dalla caduta di uno dei quattro componenti della cordata, il quale ha trascinato anche gli altri. Stavano scendendo a valle, legati tra di loro con una corda e sono scivolati per 500 metri. Sono morti sul colpo per trauma cranico. Ada De Jong li aveva accompagnati fino ad un certo punto dell’escursione sul Monte Dolent, nel massiccio del Monte Bianco, al confine tra Francia, Italia e Svizzera. Poi si era fermata, a causa della stanchezza, sul ghiacciaio di fronte al seracco e aveva deciso di lasciarli proseguire. Poco dopo ha assistito impotente alla loro caduta. La donna è stata recuperata dagli uomini del soccorso alpino ed era in stato di choc. L’hanno portata all’ospedale di Aosta, dove è stata presa in carico dagli psicologi e sucessivamente l’hanno trasferita nella caserma della Guardia di Finanza di Entrevers, a colloquio con gli uomini che si sanno occupando dell’incidente. La donna, completamente sconvolta, è ripartita in serata per Almere, in Olanda: «Voglio andare via il prima possibile», ha detto salendo in macchina alla volta dell’aeroporto di Torino.
 «E’ l’unica superstite e la sua fortuna è che non li ha seguiti. Scendeva da sola lungo un altro sentiero», ha detto il responsabile dei socorsi, «ma purtroppo ha assistito senza poter fare nulla alla caduta mortale dei suoi cari». Il recupero dei quattro corpi è terminato verso le 13,30 di ieri. Le operazioni sono state difficili a causa della particolare morfologia della zona, dove erano presenti numerosi altri seracchi che rischiavano di cadere sopra i soccorritori. «Abbiamo cercato di lavorare con calma e prudenza», ha spiegato Adriano Favrem capo del soccorso alpino valdostano. La famiglia Germes ea in vacanza in Valle d’Aosta dal 12 luglio nel campeggio Grandes Jorasses di Courmayeur e ieri era l’ultimo giorno di permanenza. Che non ci fosse più nulla da fare per i quattro alpinisti era già stato verificato subito dopo l’incidente. I corpi sono stati portati nella camera mortuaria del cimitero di Courmayeur.
 Il Mont Dolent è una meta ambita per la sua posizione straordinaria che incrocia tre Stati. Le cordate che ogni estate si cimentano sono tante e di diversi gruppi di alpinisti più o meno esperti. Ed è proprio l’affollamento e non tanto la difficoltà dell’ascensione a rendere il Mont Dolent, in alta Val Ferret, particolarmente insidioso. Sulla stessa parete, la scorsa settimana, tre alpinisti francesi sono precipitati ferendosi gravemente. E a fine giugno, uno scalatore spagnolo è morto precipitando in un crepaccio mentre saliva una cima situata sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.