11 giugno 2008 —
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sezione: Economia
ROMA. «E stato un ottimo inizio»: così uscendo dallattesissimo incontro fra sindacati e Confindustria, con la nuova presidente Emma Marcegaglia, ha commentato il leader della Uil Luigi Angeletti. Sulla madre di tutte le trattative, la riforma del modello contrattuale, le parti si sono date un calendario di lavoro: inizio il 18 giugno e termine ultimo il 30 settembre. Angeletti punta a chiudere la trattativa per il 23 luglio ricalcando laccordo sottoscritto in quella data nel 93.
Sono state decise, ha spiegato Angeletti, «la delegazione, la forma e il luogo con grande consenso e il più rapidamente possibile». Il mdoello contrattuale è la cornice entro la quale si dovranno inquadrare tutti i rinnovi nazionali e integrativi delle categorie. Che il patto del 23 luglio 1993 fosse superato, era un giudizio che trovava tutti concordi, ma la Cgil per mesi ha frenato sullipotesi di svilire il contratto nazionale per dare più peso a quello aziendale o territoriale. La stragrande maggioranza dei dipendenti, faceva notare Guglielmo Epifani, non gode della contrattazione di 2º livello e ha rappresentanti sindacali in azienda molto deboli rispetto alla controparte. Alla fine, Cgil Cisl e Uil hanno trovato un accordo: il costo della vita si recupera nel contratto nazionale; nellintegrativo si parla di salario legato alla produttività di unazienda o di un comparto.
Cisl e Uil sperano di fare in fretta, la Cgil reputa che anzitutto bisogna ottenere che il governo non si intrometta. Soprattutto alla luce di quanto accaduto ieri in commisssione Affari Sociali Ue sullorario di lavoro. Si è deciso - ma deciderà il Parlamento di Strasburgo - che si può lavorare oltre le 48 ore alla settimana, a meno che lo stesso lavoratore scelga altrimenti. Comunque il lavoratore avrà un limite: 60 o 65 ore se il periodo inattivo di alcuni turni di lavoro viene considerato nellorario. Queste norme si dovrebbero applicare solo ai contratti che superano le dieci settimane. Appena è arrivato il primo flash di agenzia, a ruota, è arrivato il plauso del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale passando sopra il fatto che ben 5 paesi si sono astenuti al momento del voto (Spagna, Belgio, Grecia, Ungheria e Cipro) mentre lItalia è stata decisiva, e che il parlamento di Strasburgo potrebbe modificare la norma, ha chiesto che «al più presto venga aperto anche da noi il confronto sulla questione orario».
In questo clima, la Cgil ha chiesto ieri che si faccia un calendario di incontri e che la Confindustria scopra le sue carte e le sue aspettative. Cisl e Uil invece hanno mostrato una grande fretta anche per i molti rinnovi che aspettano una trattativa. Pesa sul clima generale la voce che il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta non intenda partecipare personalmente alla trattativa per la riforma della burocrazia. Tutti i sindacalisti insistono per sapere quali sono le parti del modello di organizzazione pubblica che il ministro intende trattare, visto che molto è già contenute nelle norme in vigore, ora disattese.
Antonella Fantò