09 giugno 2008 —
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sezione: Attualità
ROMA. Alla vigilia dellapertura della trattativa per la riforma contrattuale il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, apre deciso alla possibilità di raggiungere un accordo e ferma il numero della Cgil Guglielmo Epifani: basta pregiudiziali perché, dice, «non mi è piaciuto Epifani quando ha detto di non essere daccordo su niente nel momento in cui iniziavamo a discutere con Confindustria e governo».
Una critica esplicita al no deciso con il quale Epifani, sabato al convegno dei Giovani industriali di Santa Margherita, ha accolto il pacchetto di interventi, dalle pensioni al mercato del lavoro, annunciato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Si è alzato un polverone proprio in un momento molto molto delicato di inizio discussione tra noi e la Confindustria, noi, la Confindustria e il Governo», ha spiegato Bonanni, che ha anche tenuto a sottolineare: «le questioni saranno affrontate intorno ad un tavolo, basta che nessuno abbia pregiudiziali prima di iniziare a discutere. Vale per il governo ma anche per i sindacati».
Bonanni è ottimista sul negoziato per la riforma dei contratti che parte domani: «ci sono tutte le condizioni per fare un accordo» sottolinea. Questo perché «il governo mette a disposizione i tagli di tasse, i sindacati hanno una sola posizione e la Confindustria ormai ha i suoi vertici». Quindi «si può iniziare e si può fare laccordo».
Lincontro di domani è fissato per le 18 alla foresteria di Confindustria in via Veneto e vi parteciperanno il presidente Emma Marcegaglia, il vicepresidente per le relazioni industriali Alberto Bombassei e i tre segretario generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. La trattativa ruoterà intorno ad un diverso equilibrio tra contratto nazionale e aziendale e venerdì a Bergamo nella riunione degli «stati generali» Confindustria ha fissato il perimetro della trattativa.
Gli industriali puntano in primo luogo a legare gli aumenti di salari alla produttività, rafforzando la dimensione aziendale della contrattazione. Quindi certezza delle regole, con sanzioni per chi non rispetta gli accordi. Inoltre bisogna evitare di contrattare due volte la stessa cosa, sia nel contratto nazionale sia in quello aziendale.