08 giugno 2008 —
pagina 07
sezione: Attualità
SAN PIETROBURGO. Il peso degli Stati Uniti nelleconomia mondiale non corrisponde alle loro reali possibilità, ed è tra le cause della crisi economica attuale. È unillusione che un solo Paese possa governare leconomia globale mentre le politiche aggressive delle grandi compagnie internazionali spingono il mondo verso una crisi simile a quella del 29. È cominciato con un attacco allAmerica il discorso con cui il presidente russo Dmitri Medvedev (foto) ha inaugurato ieri il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, la Davos russa come la chiamano qui, un appuntamento sempre più ambito. Vola il prezzo del petrolio e la Russia, che nel mare della crisi mondiale si considera isola di stabilità, celebra otto anni di boom ininterrotto proprio grazie al caro-energia. Nella città di Pietro il Grande accorrono i pesi massimi del business mondiale a corteggiare Mosca. Presenti tutti i paperoni del Paese, in prima fila cè il più noto: quel Roman Abramovich che ha ancorato il suo yacht bianco davanti al Palazzo dInverno con 115 metri di puro lusso. Coi vertici di Gazprom cè litaliana Eni da sempre partner privilegiata, ma anche la Fiat che torna in Russia in grande stile, Enel e Alenia, che presenta il nuovo superjet realizzato coi russi. E se con la Russia devono dialogare anche gli Stati Uniti, ecco il ministro del Commercio Carlos Gutierrez e persino la Microsoft.
Il conflitto fra globalizzazione e protezionismo nel mondo sta provocando conseguenze serie, ha concluso Medvedev, legoismo economico è in crescita. Un sì ufficiale alla globalizzazione da Mosca, insomma, che comunque elogia la propria speciale via al mercato. Ma unombra, si allunga sul vertice: quella della inglese British Petroleum, che accusa la Russia di volerla cacciare dalle sue attività nel Paese.
Medvedev è stato dunque il mattatore della giornata nella sua condanna degli Usa colpevoli di una «politica aggressiva» e di «protezionismo» e nel proporre invece la Russia come attore di primo piano sui mercati finanziari internazionali. «Per i mercati finanziari globali il 2007 è stato uno dei più pesanti degli ultimi decenni - ha detto - e ciò è dovuto alla sottovalutazione dei rischi da parte delle grandi compagnie e dalla politica aggressiva della maggiore economia mondiale». Per il neo presidente russo si rischia un ritorno al «periodo più nero della storia mondiale» con un impoverimento che colpisce anche il primo mondo. Medvedev ha anche affrontato il tema dellaumento dei prezzi dei generi alimentari e ha invocato un coinvolgimento più forte dellOnu, altro modo, seppur indiretto, di attaccare lunilateralismo di Washington e luso indiscriminato di biotecnologie come gli Ogm. Un accenno che ha rievocato le recenti polemiche al Vertice Fao di Roma. Infine il presidente vuole tenere entro lanno in Russia una conferenza mondiale con le maggiori compagnie finanziarie e i migliori esperti.
(Ha collaborato S. Secondini)
-
Barbara Yukos