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Il cassiere ha già vinto

 BASILEA (Svizzera). Michel Platini indica Cristiano Ronaldo come personaggio-simbolo del torneo, noi italiani esibiamo un titolo da campioni del mondo che vale già l’etichetta di favoriti per la finale di Vienna. Non c’è l’Inghilterra, anzi manca proprio del tutto qualsiasi traccia del football britannico, e non ci sono gli hooligans. Le sorprese potrebbero maturare con il vento dell’Est: Croazia e Romania.
 Ma sono in molti a scommettere che in fondo arriverà una delle solite “grandi”, Francia o Germania. Di una cosa, comunque, si è già certi, prima ancora che si alzi il sipario: il 13º Europeo di calcio sarà un successo finanziario per l’Uefa e la sua organizzazione. Introiti per 1,3 miliardi di euro, contro gli 854 milioni di Portogallo 2004. Una pioggia di denaro che cadrà sulle 16 partecipanti alla fase finale, a ognuna delle quali vanno 7,5 milioni di partenza, sino ai 23 per chi conquisterà la Coppa.
 Seconda volta in due Paesi. Otto anni furono Belgio e Olanda a dividersi oneri e onori, stavolta tocca a Svizzera e Austria. La formula paga, a sentire lo stato maggiore dell’Uefa, che ieri, nella conferenza-stampa della vigilia, al St. Jakob Park, non ha lasciato adito a dubbi sul fatto che l’edizione 2012 si terrà, come regolarmente assegnato, in Polonia e Ucraina. A Basilea, dove l’orgoglio nazionale elvetico avrà il primo, significativo, termometro di partecipazione popolare con la partita inaugurale fra Svizzera e Repubblica Ceca, il fermento è quello tipico che si percepisce a poche ore da un grande evento: negozi e case imbandierati, mezzi pubblici bardati con i colori della Confederazione, autostrade intasate. Oggi alle 18 il Paese si ferma.
 La prima di Platini. Le Roi batte con forza il dito su due tasti: sicurezza e controlli anti-doping da una parte, emozioni forti dall’altra. E’ la sua prima volta da presidente in un Europeo, ci tiene a non deludere nessuno. «Le misure perché tutto si svolga nel migliore dei modi sono state studiate in ogni minimo dettaglio - annuncia - Non vogliamo stronzi (dice proprio così, ndr) che dai loro paesi d’origine vengano qui a creare problemi. Ai ministri degli Interni delle 16 nazioni finaliste ho inviato una lettera precisa in tal senso: gli stupidi stiano a casa».
 Logico agganciarci subito il tema del gioco violento. «Tolleranza zero, mi sembra ovvio, verso chi commetterà falli duri e cattivi. E quanto alle simulazioni, è l’arbitro che decide, sempre e comunque, non mi piace che poi si prendano altri provvedimenti quando si rivedono le immagini alla tv».
 A proposito di regole, non risparmia (ma lo fa con il quotidiano L’Equipe) frecciatine a Chelsea e Manchester: «In Champions League vince chi bara sulle regole dei finanziamenti - sottolinea - L’obiettivo non è più vincere titoli, ma guadagnare soldi per ripianare i debiti (le due squadre inglesi hanno un deficit di 1,9 miliardi di euro totali, ndr)».
 Tornando a Euro 2008, Michel chiede lo spettacolo. «Mi aspetto forti emozioni», ripete spesso. Rifiuta qualsiasi pronostico su Italia-Francia e indica nel portoghese Ronaldo la star. «Gli ho detto che se farà un Europeo alla stregua del rendimento espresso negli ultimi 6 mesi, vincerà tutti i premi (Pallone d’Oro e Fifa World Player, ndr)». Stasera la verifica: perché non c’è solo Svizzera-Repubblica Ceca, ma anche Portogallo-Turchia. E la star si presenta già.