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«Stato e Chiesa, libertà ma autonomia»

 ROMA. «La Chiesa rappresenta una ricchezza per lo Stato. E lo Stato, volendo essere e restare laico, deve fuggire dal pericolo di diventare ideologico, settario e alla fine totalitario». Silvio Berlusconi questa mattina varcherà per la quarta volta i confini della Città del Vaticano da presidente del Consiglio. E all’incontro con Benedetto XVI il Cavaliere arriva preceduto da un’intervista a «Radio vaticana» in cui si dice convinto che la Chiesa possa esprimere la propria opinione «su qualsiasi argomento».
 Non avrà però con sé i doni più sostanziosi che avrebbe voluto portare a Benedetto XVI. Non potrà infatti assicurare che il reato di immigrazione clandestina sarà cancellato dal disegno di legge del governo, dato che è stato confermato proprio ieri dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. E non potrà dare per certi gli aiuti alle famiglie. Il cosiddetto «quoziente familiare», vale a dire il calcolo delle tasse rapportato al numero del nucleo familiare, «sarà possibile - ha detto ieri - solo se ci sarà uno sviluppo positivo dei conti pubblici nei nostri bilanci».
 Il Cavaliere non ha invece avuto nessun problema a spianare la strada alla Chiesa nei rapporti con lo Stato, negando qualsiasi pericolo di indebita ingerenza. «E’ possibile ogni dialogo su ogni argomento», ha detto a Radio Vaticana. «La Costituzione è molto chiara, non ci possono essere preclusioni a manifestazioni di opinioni. La Chiesa ha tutto il diritto di esprimere le sue valutazioni, e lo Stato laico può esprimere un suo giudizio e poi potrà seguire le sue valutazioni. Io ritengo che sarebbe una perdita significativa di libertà escludere o soffocare la manifestazione di queste convinzioni».
 Nell’intervista, Berlusconi ha poi parlato un po’ di tutto. Ha assicurato che con Veltroni, e con altri leader dell’opposizione, c’è una «regolarità di contatti». Che su rifiuti e immigrati ci sono state in Italia solo «ribellioni circoscritte», «avvenimenti singoli, episodici e non certo di massa». Sul problema della fame nel mondo ha detto che si dovrebbe ricorrere all’uso di prodotti geneticamente modificati (Ogm) nei paesi in cui ce n’è necessità.
 Il cerimoniale è comunque pronto e il copione dell’incontro di oggi sarà quello collaudato nelle precedenti visite. Alle 11 Berlusconi sarà ricevuto dal picchetto d’onore delle guardie svizzere e poi scortato dai «gentiluomini» di sua Santità fino alla biblioteca, luogo dell’appuntamento.
 Nell’agenda del papa ci sarebbero una serie di richieste molto concrete. Quella di maggiori finanziamenti alle scuole cattoliche e gli aiuti alle famiglie. Per quanto riguarda poi il disegno di legge sull’immigrazione in Vaticano, oltre all’introduzione del reato di immigrazione clandestina, non è piaciuta neanche la proposta di prolungare il periodo di detenzione degli immigrati nei Cpt. Si teme che i Centri temporanei si trasformino in ghetti disumani in cui sia possibile una detenzione prolungata. Infine restano i temi etici: i vescovi hanno già chiesto un «tagliando» per aggiornare la 194, la legge sull’aborto, ma soprattutto sulla legge 40, quella sulla fecondazione assistita, chiedono di cancellare la circolare dell’ex ministro Livia Turco, che in sostanza ha reintrodotto la possibilità della diagnosi preimpianto.
Andrea Palombi